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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44012/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che Afridi è stato scarcerato il 22 luglio 2022 e che il ricorrente non ha specificamente rappresentato la persistenza di un interesse all'impugnazione. Nessuna statuizione sulle questioni di merito; inammissibilità senza aggravio di spese.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trieste che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata dal G.I.P. per il delitto di cui all'art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990. Tre motivi principali: 1) vizio di motivazione per mancata qualificazione del fatto ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990; 2) violazione dell'art. 275, comma 2-bis d.P.R. 309/1990 e vizio di motivazione in relazione alla prognosi necessaria per la concessione della sospensione condizionale della pena; 3) violazione degli artt. 274 e 275 c.p.p. per mancata concessione degli arresti domiciliari.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 4

    Norma richiamata quale titolo del reato per cui era stata disposta la custodia cautelare (traffico/soccorso di sostanze stupefacenti in forma aggravata). Nel provvedimento impugnato la misura cautelare era motivata in relazione a tale fattispecie.

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 5

    Richiamata dal ricorrente per contestare la qualificazione del fatto; il giudice d'appello non è stato chiamato a pronunciarsi sul merito per sopravvenuta mancanza di interesse.

  • d.P.R. 309/1990, art. 275, comma 2-bis

    Norma indicata nel ricorso (anche se la collocazione normativa appare anomala nella citazione del ricorrente); contestazione collegata alla prognosi utile alla sospensione condizionale della pena. La Corte non ha affrontato il merito a causa dell'inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse.

  • Codice di procedura penale, artt. 274 e 275

    Richiamati in relazione alle garanzie procedurali e alle alternative alla custodia cautelare (es. arresti domiciliari). Anche queste questioni non sono state valutate nel merito a seguito della dichiarazione di inammissibilità.

  • Principio processuale della sopravvenuta carenza di interesse all'impugnazione

    La Corte ha applicato il principio per cui, se l'atto impugnato ha perso efficacia e il ricorrente non dimostra la persistenza di un interesse concreto e attuale all'impugnazione, il ricorso è inammissibile.

Massime di principio

  • Un ricorso contro una misura cautelare perde di solito l'interesse se la misura viene revocata o l'imputato viene scarcerato; il ricorrente deve specificamente dimostrare perché l'interesse persiste per evitare l'inammissibilità.
  • Se l'interesse è venuto meno per sopravvenuta cessazione della misura, i giudici possono non entrare nel merito delle contestazioni sulla qualificazione del fatto o sulle alternative alla custodia cautelare.
  • Per ottenere che il giudice esamini il merito nonostante la scarcerazione, è necessario rappresentare e provare un interesse attuale (es. danno reputazionale persistente, riflessi processuali o economici) o chiedere provvedimenti che producano effetti anche dopo la scarcerazione.
  • Le impugnazioni che vertono su profili di diritto (es. errata qualificazione dell'illecito) rischiano l'inammissibilità se non collegano tali profili a un interesse attuale; valutare tempestivamente misure cautelari alternative e fornire documentazione probatoria concreta quando si chiede revoca o attenuazione della misura.
  • Nel progettare un ricorso contro misure cautelari è utile: (a) indicare espressamente la persistenza dell'interesse in caso di eventuale scarcerazione, (b) chiedere provvedimenti sostanziali o dichiarativi che mantengano la rilevanza della decisione, e (c) allegare prove aggiornate sulla situazione personale e sulle ragioni per cui la custodia non era necessaria.

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