Cassazione Penale, Sentenza n. 14448/2024 del 09/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del GIP del Tribunale di Catanzaro del 27/09/2023 che, accogliendo l'opposizione della persona offesa (Russo Marisa) alla richiesta di archiviazione per il reato previsto dall'art. 483 c.p., aveva disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero per l'esecuzione di ulteriori indagini ai sensi dell'art. 335 c.p.p. Il PM denunciava vizi di motivazione e abnormità del provvedimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. Ha ritenuto che non fosse abnorme l'ordinanza del GIP che, decidendo sull'opposizione alla richiesta di archiviazione, richiamasse per relationem gli spunti investigativi contenuti nell'atto di opposizione, considerando l'eventuale superfluità dei contenuti una questione di merito e non di illegittimità strutturale. Poiché l'atto di opposizione indicava analiticamente le indagini da svolgere, l'ordinanza non risultava abnorme e il ricorso è stato respinto.
Norme richiamate
Norma relativa al reato per cui era stato iscritto il procedimento; citata per indicare il capo d'imputazione rispetto al quale era stata chiesta l'archiviazione.
Norma che disciplina gli adempimenti del pubblico ministero dopo la restituzione degli atti da parte del giudice, ossia la possibilità di compiere ulteriori indagini sulla base dell'ordinanza del GIP.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione che limita l'ambito di impugnazione in Cassazione nel procedimento penale; richiamata per precisare i limiti entro cui il PM ha dedotto i vizi (tempi e termini procedurali).
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 8020 del 09/12/2020 (Calamia, Rv. 280727 - 01)
Principio consolidato secondo cui non è abnorme l'ordinanza del GIP che, decidendo sull'opposizione alla richiesta di archiviazione, rinvia per relationem all'atto di opposizione anche se analitico e dettagliato; l'eventuale valutazione di superfluità dei contenuti attiene al merito e non alla struttura o funzionalità dell'atto.
Massime di principio
- Il GIP che decide sull'opposizione alla richiesta di archiviazione può legittimamente rinviare per relationem agli elementi e alle richieste contenute nell'atto di opposizione, anche quando questi siano analitici; ciò non costituisce di per sé abnormità dell'ordinanza.
- L'accertamento di "abnormità" di un provvedimento del GIP va compiuto sulla base della sua strutturalità e funzionalità, non sulla valutazione di merito circa l'adeguatezza o la superfluità delle indagini richieste.
- Quando la persona offesa indica analiticamente le indagini ritenute necessarie nell'atto di opposizione, il GIP può disporre la restituzione degli atti al PM per l'esecuzione di tali attività senza incorrere in vizi formali o abnormità.
- Il ricorso in Cassazione del PM contro ordinanze del GIP è soggetto a limiti; se il motivo dell'impugnazione si fonda sulla valutazione del merito delle indagini indicate dal GIP/opponente, la Corte può dichiarare il ricorso inammissibile.
- Per una efficace opposizione alla richiesta di archiviazione è strategico dettagliare le indagini concretamente necessarie: ciò aumenta la probabilità che il GIP disponga la restituzione degli atti al PM per ulteriori accertamenti.
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