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Sentenza

Sentenza del 13/12/2024 n. 32404 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

CAV ha impugnato in cassazione la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Veneto, che aveva confermato la legittimità dell’avviso di accertamento Tosap per il 2013, oltre sanzioni e accessori, relativo all’occupazione dello spazio sovrastante alcune vie comunali da parte del viadotto autostradale A4 «Passante di Mestre», affidato in gestione a CAV. Con quattro motivi ha sostenuto: 1) che un giudicato esterno della Commissione Tributaria Provinciale di Treviso (sentenza n. 58/03/2011, per le annualità 2008-2009) escludesse la tassa anche per il 2013; 2) di non essere il soggetto passivo, non essendo proprietaria dell’opera né concessionaria della sua costruzione; 3) che mancasse un’occupazione imponibile, trattandosi di opera statale destinata alla viabilità pubblica, senza sottrazione rilevante del suolo comunale e senza reversibilità dell’opera; 4) che spettasse l’esenzione prevista per lo Stato e gli enti pubblici, in ragione della partecipazione pubblica, della natura di organismo di diritto pubblico e della dedotta operatività in house. Ha inoltre chiesto, in subordine, il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Il primo motivo è infondato: il giudicato non può vincolare altri giudici sull’interpretazione delle norme e sulle conseguenze giuridiche della natura di CAV, anche se riguarda annualità precedenti. Sono infondati, congiuntamente, il secondo e il terzo motivo: la Tosap colpisce l’effettiva occupazione, anche dello spazio soprastante il suolo comunale, quando ne limita o sottrae l’uso collettivo; il soggetto passivo è il concessionario o, in mancanza, l’occupante di fatto. Non sono decisivi la proprietà statale del viadotto, la destinazione pubblica dell’opera, l’assenza di una concessione comunale o il mancato potere del Comune di rimuoverla. È infondato anche il quarto motivo: l’esenzione richiede che l’occupazione sia effettuata direttamente dallo Stato o da altro soggetto esente; la distinta soggettività giuridica di CAV non viene meno per la partecipazione pubblica o per l’eventuale modello in house, e la contribuente non ha provato i presupposti di tale modello. La richiesta di rinvio pregiudiziale alla CGUE è stata respinta perché non sussistevano i presupposti di rilevanza e dubbio interpretativo. CAV è stata condannata alle spese in favore della resistente: 2.800 euro, oltre 200 euro per esborsi, rimborso forfettario e accessori di legge. La Corte ha inoltre dato atto dei presupposti per l’eventuale versamento da parte della ricorrente di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

Norme richiamate

  • Art. 2909 c.c.

    Il giudicato può formarsi ed essere invocato solo sulle circostanze che hanno costituito oggetto di apprezzamenti di fatto e non anche su questioni giuridiche, giacché l'attività interpretativa delle norme giuridiche compiuta da un giudice, in quanto consustanziale allo stesso esercizio della funzione giurisdizionale, non può mai costituire limite all'attività esegetica esercitata da un altro giudice.

    Il giudicato esterno può vincolare quanto ai fatti accertati, ma non rende vincolante per controversie successive l’interpretazione della legge adottata in una decisione precedente. Perciò il giudicato relativo ad altre annualità non decide automaticamente la debenza del tributo per il 2013.

  • Artt. 38 e 39 del D.Lgs. 507/1993

    Il presupposto impositivo della Tosap è costituito, ai sensi degli artt. 38 e 39 D.Lgs. n. 507/1993, dall'occupazione, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti o sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei Comuni o delle Province, che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico, con ciò rilevando il fatto oggettivo della predetta occupazione, indipendentemente dall'esistenza o meno di una concessione od autorizzazione, salvo che sussista una delle ipotesi di esenzione previste dall'art. 49 D.Lgs. cit.

    La Tosap presuppone un’occupazione effettiva che sottragga o limiti l’area o lo spazio all’uso pubblico. Può riguardare anche lo spazio sovrastante o sottostante il suolo e sussiste indipendentemente dal titolo concessorio; il soggetto passivo è il titolare della concessione o autorizzazione oppure, in mancanza, l’occupante di fatto.

  • Art. 49, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 507/1993

    L'esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti dall'art. 49, comma 1, lett. a), D.Lgs. 507/1993 postula che l'occupazione, quale presupposto del tributo, sia ascrivibile proprio al soggetto esente, sicché, nel caso di detenzione di spazi rientranti nel demanio o nel patrimonio indisponibile dello Stato da parte di una società concessionaria per la realizzazione e la gestione di un'opera pubblica (come un tratto di rete autostradale inclusiva di un viadotto sopraelevato), alla stessa non spetta l'esenzione.

    L’esenzione è di stretta interpretazione e opera quando è il soggetto esente a effettuare direttamente l’occupazione. Non basta che l’opera appartenga allo Stato, persegua un interesse pubblico o sia gestita da una società partecipata o concessionaria: la società conserva una soggettività distinta e resta tenuta alla Tosap se è essa a occupare o gestire lo spazio.

  • Art. 267 TFUE

    Il giudice di ultima istanza è esonerato dal rinvio pregiudiziale ogniqualvolta abbia constatato che "la questione sollevata non è rilevante, o che la disposizione del diritto dell'Unione di cui si tratta è già stata oggetto d'interpretazione da parte della Corte, oppure che la corretta interpretazione del diritto dell'Unione si impone con tale evidenza da non lasciar adito a ragionevoli dubbi".

    Il rinvio pregiudiziale non è automatico: il giudice di ultima istanza può non disporlo quando la questione non è rilevante, è già stata chiarita dalla Corte di giustizia o l’interpretazione è evidente. Nel caso concreto la Cassazione ha escluso che ricorressero i presupposti per il rinvio richiesto da CAV.

  • Art. 13, commi 1-bis e 1-quater, del D.P.R. 115/2002

    dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, a carico della parte ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma del comma 1 bis dello stesso art.13, se dovuto.

    In caso di rigetto dell’impugnazione, la Corte dà atto dei presupposti processuali per il pagamento dell’ulteriore contributo unificato di importo pari a quello dovuto per il ricorso, se dovuto.

Massime di principio

  • Per la Tosap, la questione centrale è se l’occupazione abbia concretamente sottratto o limitato l’uso collettivo di un’area o dello spazio sovrastante o sottostante: la destinazione dell’opera a un servizio pubblico non esclude, da sola, il presupposto del tributo.
  • Un concessionario può essere soggetto passivo anche se non è proprietario dell’infrastruttura: rileva chi dispone dell’opera e ne realizza la gestione durante il periodo di occupazione. La proprietà statale e la futura restituzione dell’opera non sono, da sole, decisive.
  • La mancanza di una concessione o autorizzazione rilasciata dal Comune non elimina necessariamente la Tosap: l’occupante di fatto può essere soggetto al tributo, salvo una specifica esenzione.
  • Le esenzioni tributarie sono tassative e di stretta interpretazione. La partecipazione pubblica, la qualifica di organismo di diritto pubblico o il modello in house non rendono automaticamente una società equivalente allo Stato ai fini dell’esenzione: occorre che l’occupazione sia direttamente imputabile al soggetto esente.
  • Il giudicato formatosi su annualità precedenti non vincola il giudice successivo circa l’interpretazione della legge o la qualificazione giuridica del contribuente; può invece rilevare per fatti effettivamente accertati, nei limiti in cui siano pertinenti e invariati.

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