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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19648/2025 del 26/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del diniego dell'affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 Ord. pen.) con cui il ricorrente lamenta violazione di legge e vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe fondato il rigetto esclusivamente sui precedenti penali e sulla gravità dei reati, senza considerare la condotta attuale del ricorrente (lavoro regolare e presunti elementi di reinserimento), omettendo di acquisire la relazione dell'U.E.P.E. nonostante avesse rinviato il procedimento per tale acquisizione e senza valutare adeguatamente la collocazione temporale dei precedenti e altri fattori prognostici rilevanti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato; ha annullato l'ordinanza impugnata con riferimento al rigetto dell'affidamento in prova e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Messina per un nuovo giudizio. La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale per essere stata incentrata quasi esclusivamente sui precedenti e sulla gravità del reato, senza considerare pienamente la condotta successiva del condannato, la situazione socio-familiare, né acquisire la relazione dell'U.E.P.E.; ha ribadito che la decisione sull'affidamento richiede una valutazione prognostica complessiva e motivata.

Norme richiamate

  • art. 47 Ord. pen.

    L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa finalizzata al reinserimento; la sua concessione richiede una prognosi favorevole di recupero sociale basata su una valutazione complessiva della personalità e delle circostanze (reato, precedenti, pendenze, informazioni di polizia, condotta carceraria, indagine socio-familiare, relazione UEPE).

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Permettono la censura in Cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione; la Corte ricorda che la motivazione deve essere esauriente e affrontare i fattori rilevanti nella prognosi per l'affidamento.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma citata come limite alla riproduzione del motivo nel ricorso; non incide sul merito della decisione ma sul contenuto formale del ricorso.

Massime di principio

  • Il diniego dell'affidamento in prova può deperire se la motivazione si fonda solo sulla gravità del reato o sui precedenti: il giudice deve valutare anche la condotta successiva, la tempistica dei precedenti e altri elementi di recupero.
  • La relazione dell'U.E.P.E. e l'indagine socio-familiare sono acquisizioni istruttorie rilevanti: se il Tribunale ne aveva ritenuto necessaria l'acquisizione, l'omissione ingiustificata può rendere viziata la decisione.
  • Le informazioni di polizia e i precedenti possono legittimare un rigetto, ma vanno esplicitamente bilanciate con elementi positivi (lavoro, assenza di nuove denunce, attaccamento familiare, comportamento carcerario) e la motivazione deve spiegare perché tali elementi non prevalgono.
  • La valutazione per l'affidamento è prognostica e richiede argomentazione circostanziata: conclusioni apodittiche senza confronto dei fattori sono insufficieni e sono causa di annullamento.
  • Se il Tribunale ritiene non indispensabile una relazione istruttoria già richiesta o prevista, deve motivare adeguatamente tale decisione; in mancanza, è necessario il rinvio per nuovo esame.
  • In situazioni analoghe, il giudicante dovrebbe documentare la collocazione temporale dei precedenti e il loro peso, nonché motivare il giudizio sulla pericolosità residua rispetto agli obiettivi rieducativi dell'istituto.

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