Sentenza del 20/05/2024 n. 14017 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava l'avviso di intimazione e le quattro cartelle di pagamento sottostanti, per un valore dichiarato di lite pari a 201.741 euro. Dopo che la CTP di Potenza aveva respinto il ricorso e la CTR della Basilicata, con sentenza n. 226/01/22 del 21 luglio 2022, aveva rigettato l'appello, Main ha proposto cinque motivi di ricorso per Cassazione: violazione del contraddittorio per il mancato rispetto dei termini di fissazione dell'udienza e di deposito; carenza di legittimazione processuale del procuratore speciale di AER e omessa pronuncia; ultrapetizione sulla contestata leggibilità delle cartelle trasmesse via PEC; omesso esame del documento informatico; motivazione apparente sull'efficacia dell'intimazione durante la sospensione prevista dalla legge anti-usura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è infondato: i termini dilatori e quelli per i depositi si riferiscono alla prima udienza di trattazione, non alle successive udienze interlocutorie; inoltre, il deposito documentale di AER non ha leso il contraddittorio, poiché Main poteva svolgere osservazioni e non aveva diritto a una memoria non autorizzata. Il secondo motivo è infondato: la CTR ha implicitamente respinto l'eccezione sulla rappresentanza e AER, ente pubblico economico soggetto alla disciplina privatistica, può conferire procura speciale anche a un soggetto esterno per nominare un difensore del libero foro. Il terzo e il quarto motivo sono inammissibili: la CTR aveva accertato l'integrità e la conformità delle cartelle notificate via PEC e Main non ha fornito elementi concreti a sostegno della contestazione. Il quinto motivo è infondato: la CTR aveva chiarito che la sospensione era terminata il 28 agosto 2018, rendendo comprensibile la ragione della decisione. Main è stata condannata a pagare ad AER le spese del giudizio di Cassazione, liquidate in 7.600 euro, oltre alle spese di prenotazione a debito; è stato inoltre dichiarato dovuto, ove previsto, l'ulteriore contributo unificato pari a quello per il ricorso.
Norme richiamate
Articoli 31 e 32 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Orbene, il rispetto del termine di trenta giorni previsto dall' art. 31 del D.Lgs. n. 546 del 1992 , nonché il rispetto dei termini perentori previsti dall'art. 32 riguarda la prima udienza di fissazione della controversia, non già le successive udienze interlocutorie.
I termini per la fissazione della trattazione e per i depositi documentali e delle memorie si computano con riferimento alla prima udienza fissata per la controversia, non alle successive udienze interlocutorie.
Art. 11 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Ne consegue che - ferma restando la facoltà, prevista dalla legge, di stare in giudizio con il direttore o persona da lui delegata - non può disconoscersi validità alla procura speciale conferita ad un soggetto anche estraneo alla struttura di AER, al solo fine di conferire la procura ad un difensore del libero foro (legittimato a difendere l'Agente della riscossione, come chiarito da Cass. S.U. n. 30008 del 19/11/2019 ).
La facoltà di AER di stare in giudizio tramite il direttore o un delegato non esclude che possa rilasciare a un soggetto esterno una procura speciale finalizzata alla nomina di un difensore del libero foro.
Art. 1, comma 3, del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla l. 1° dicembre 2016, n. 225
In realtà, a parte i limiti di autosufficienza della censura (non è stata trascritta la procura speciale contestata), come correttamente evidenziato dalla difesa erariale, AER non è una pubblica Amministrazione, ma un ente pubblico economico ( art. 1 , comma 3, del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193 , conv. con modif. nella l. 1° dicembre 2016, n. 225 ), soggetto, pertanto, alla disciplina privatistica.
AER è qualificata come ente pubblico economico e, in quanto tale, è soggetta alla disciplina privatistica; tale inquadramento sostiene la validità della procura speciale a un soggetto esterno per la nomina del difensore.
In primo luogo, va esclusa l'omessa pronuncia della CTR: avendo deciso la causa nel merito valutando le difese di AER, il giudice di appello ha ritenuto di dover implicitamente rigettare il rilievo di carenza di legittimazione del procuratore speciale di AER di designare un difensore. Ne consegue il rigetto implicito del rilievo.
Non sussiste omessa pronuncia quando la decisione sul merito, per il suo contenuto, manifesta in modo implicito il rigetto dell'eccezione processuale.
Art. 36, secondo comma, n. 4, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Nel caso di specie, la CTR ha affermato, con ciò compiendo un accertamento di fatto, che il termine di sospensione era spirato in data 28/08/2018. Trattasi di motivazione sicuramente essenziale, ma che induce chiaramente a comprendere la ratio decidendi in ordine al rigetto dell'eccezione formulata.
La motivazione non è apparente se, pur essenziale, permette di comprendere la ragione della decisione; qui l'indicazione della data di scadenza della sospensione chiariva perché l'eccezione contro l'intimazione fosse stata respinta.
Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, introdotto dall'art. 1, comma 17, della l. 24 dicembre 2012, n. 228
Poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per dare atto - ai sensi dell' art. 1 , comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 , che ha aggiunto il comma 1 quater dell'art. 13 del testo unico di cui al d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 - della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per la stessa impugnazione, ove dovuto.
Quando un'impugnazione proposta dopo il 30 gennaio 2013 è rigettata, il giudice dà atto dei presupposti processuali per il pagamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione, se dovuto.
Massime di principio
- Nel processo tributario, i termini relativi alla prima fissazione dell'udienza e ai depositi non si rinnovano automaticamente a ogni rinvio o udienza interlocutoria.
- Il deposito di documenti da parte della controparte non comporta di per sé violazione del contraddittorio se la parte può prenderne conoscenza e svolgere osservazioni; una memoria non autorizzata non costituisce un diritto processuale.
- AER, quale ente pubblico economico, può conferire una procura speciale anche a un soggetto esterno per consentire la nomina di un difensore del libero foro.
- Una contestazione sull'integrità o leggibilità di atti notificati via PEC deve essere sostenuta da elementi concreti: una mera affermazione può non bastare a superare l'accertamento di fatto del giudice di merito.
- Una motivazione concisa non è apparente se rende riconoscibile la ragione della decisione; per contestarla non basta che sia essenziale, ma occorre che non consenta di comprendere il percorso logico seguito.
- Il rigetto di un ricorso per Cassazione può comportare, oltre alla condanna alle spese, il pagamento dell'ulteriore contributo unificato, ove dovuto.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 20 mag 2024Sentenza del 20/05/2024 n. 13894 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 20 mag 2024Sentenza del 20/05/2024 n. 13896 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 20 mag 2024Sentenza del 20/05/2024 n. 13947 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 20 mag 2024Sentenza del 20/05/2024 n. 13948 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 20 mag 2024Sentenza del 20/05/2024 n. 13959 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 20 mag 2024Sentenza del 20/05/2024 n. 13965 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →