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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2862/2022 del 25/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava l'illegittimità della pena pecuniaria applicata dal Tribunale di Benevento: il giudice di primo grado aveva ritenuto la ricettazione (art. 648 c.p.) reato più grave e fissato la multa in misura minima molto bassa (Euro 300/400), inferiore al minimo edittale previsto per il reato concorrente di cui all'art. 171-ter, comma 2, lett. d) della L. 633/1941 (che prevede multa minima di Euro 2.582), in violazione del principio secondo cui la pena per il reato scelto come più grave non può essere inferiore al minimo della pena applicabile al reato concorrente con maggiore minimo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la multa illegale perché inferiore al minimo previsto per il reato concorrente; ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla pena pecuniaria e ha rideterminato in sede di legittimità la pena complessiva in mesi sette di reclusione ed Euro 2.682,00 di multa. Ha inoltre disposto come sanzione accessoria la pubblicazione della sentenza sul sito del Ministero della Giustizia per quindici giorni, escludendo l'applicazione degli artt. 30 e 32-bis c.p.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Reato (ricettazione) ritenuto dal giudice a quo il più grave; la Corte ricorda che la scelta del reato più grave non autorizza a porre la pena base al di sotto del minimo di un reato concorrente.

  • art. 171-ter, comma 2, lett. d) L. 633/1941

    Norma del reato satellite contestato che prevede reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da Euro 2.582,00 a Euro 15.493,00; la Corte ha ritenuto che il minimo pecuniario di questa norma fissi il limite minimo applicabile nel caso di concorso/continuazione.

  • artt. 30 e 32-bis cod. pen.

    Previsioni indicate dal giudice di merito come possibili sanzioni accessorie, ma la Corte ha escluso la loro applicabilità nel caso concreto in relazione al reato base.

  • Giurisprudenza: Sez. U., n. 25939 del 13/06/2013 (Ciabotti) e altre pronunce richiamate

    Consolidato principio di diritto secondo cui, nel concorso di reati con sanzioni omogenee e vincolo della continuazione, la pena per il reato ritenuto più grave non può essere inferiore nel minimo a quella prevista per un reato satellite con maggior minimo edittale; principio seguito dalla Corte nel caso di specie.

Massime di principio

  • Quando più reati concorrono e il giudice riconosce la continuazione può scegliere quale reato considerare piú grave, ma la pena irrogata per il reato prescelto non può essere inferiore al minimo previsto per alcuno dei reati concorrenti con minimo edittale più elevato.
  • Se il giudice di merito pone una pena pecuniaria al di sotto del minimo previsto per un reato concorrente, la decisione è assoggettabile ad annullamento per illegittimità della pena e la Cassazione può rideterminare la pena pecuniaria in sede di legittimità.
  • Nella determinazione del trattamento sanzionatorio in presenza di reati omogenei e continuazione è obbligatorio confrontare i minimi edittali dei reati concorrenti e rispettare il più alto di tali minimi come limite inferiore.
  • Le sanzioni accessorie devono essere valutate in rapporto al reato prescelto come base: non tutte le previsioni normative indicate dal giudice di merito devono necessariamente applicarsi se non sono compatibili con il reato base.
  • In caso di errore nella quantificazione della pena pecuniaria il pubblico ministero può proporre ricorso per cassazione mirato all'annullamento con rinvio o, come in questo caso, all'annullamento limitato alla pena pecuniaria con rideterminazione da parte della Corte.

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