Cassazione Penale, Sentenza n. 33817/2024 del 05/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha riconosciuto la continuazione tra più sentenze esecutive e ha rideterminato la pena complessiva applicando aumenti per i reati "satellite" senza una motivazione distinta e adeguata sui criteri adottati, in violazione degli artt. 125 e 671 c.p.p. (mancata motivazione sugli aumenti ai sensi dell'art. 133 c.p.).
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato sul vizio motivazionale. Ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte relativa alla determinazione della pena e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio alla Corte di appello di Reggio Calabria, in diversa composizione, affinché il giudice dell'esecuzione ridetermini la pena rispettando i principi giurisprudenziali richiamati (scorporo dei reati, individuazione del più grave, determinazione della pena-base e motivazione distinta degli aumenti per ciascun reato satellite).
Norme richiamate
Norma relativa al reato di associazione mafiosa; nel caso è stato individuato come il reato più grave cui applicare la pena-base nella determinazione della continuazione.
Stabilisce le regole sulla continuazione e sugli aumenti di pena per reati commessi con più violazioni: il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati, identificare il reato più grave e poi applicare aumenti distinti per i reati satellite.
Fissa i criteri per la determinazione della pena e per la quantificazione degli aumenti; la Corte ha ritenuto che gli aumenti per i reati-satellite debbano essere motivati singolarmente e secondo i criteri previsti da tale norma.
Norma processuale richiamata dal ricorrente nel motivo di impugnazione; è stata invocata in relazione al difetto di motivazione e alle garanzie procedurali connesse all'impugnazione davanti alla Corte di cassazione.
Norma processuale relativa ai motivi di cassazione in materia di esecuzione; il ricorrente ha dedotto il vizio motivazionale sotto questa rubrica, lamentando l'insufficiente motivazione degli aumenti per la continuazione.
Massime di principio
- Quando si ridetermina la pena per continuazione tra reati giudicati separatamente il giudice dell'esecuzione deve scorporare le violazioni riunite e individuare il reato più grave come base del nuovo calcolo.
- Sulla pena determinata per il reato più grave il giudice deve applicare aumenti distinti per ciascun reato satellite e motivare separatamente l'entità di ciascun aumento, indicando i criteri adottati.
- La motivazione richiesta può essere concisa, ma deve permettere un controllo effettivo del percorso logico-giuridico (in particolare quando gli aumenti sono rilevanti), per evitare un cumulo surrettizio delle pene.
- La mancanza di motivazione sui singoli aumenti è vizio che comporta l'annullamento della determinazione della pena e il rinvio del giudizio per una nuova rideterminazione in diversa composizione.
- È necessario che il giudice faccia esplicito riferimento ai parametri degli artt. 132 e 133 c.p. quando esercita la discrezionalità nella quantificazione della pena complessiva per continuazione.
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