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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33702/2024 del 05/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi di cassazione: (1) violazione dell'art. 129 c.p.p. per mancato proscioglimento: la difesa sosteneva che il fatto non sarebbe reato perché l'immobile era 'casa abbandonata' non recintata di proprietà di una società, mancava querela e i mattoni erano già staccati (si negava la sussistenza della "privata dimora" e della violenza sulle cose); (2) violazione di norme sul rito abbreviato (art. 179 e art. 442 c.p.p.): si eccepiva che la consulenza del P.M. sulla sostanza sequestrata fu acquisita dal Tribunale dopo la chiusura del dibattimento e ciò avrebbe leso il diritto di difesa, essendo stata assunta tramite ordinanza successiva alla discussione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha confermato che la Corte d'appello e il Tribunale avevano correttamente condannato Disca per: tentativo aggravato di furto in abitazione (30 mattoni - capo A) e detenzione ai fini di spaccio di 586,7 g di hashish e 9,5 g di marijuana (capo B, art. 73, comma 4 d.P.R. 9/10/1990 n.309). Sulla questione della consulenza posteriore al dibattimento in rito abbreviato la Corte ha richiamato la giurisprudenza che ammette l'integrazione probatoria ex officio anche dopo la discussione se il giudice la ritiene indispensabile; inoltre il verbale d'udienza indicava l'assenso delle parti all'utilizzo degli esami tossicologici successivi. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria (importo indicato nel dispositivo della sentenza).

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    Invocato dal ricorrente per chiedere il proscioglimento perché il fatto non sarebbe previsto come reato; la Corte ha ritenuto la censura meramente fattuale e infondata, osservando che il furto in abitazione è procedibile d'ufficio e che gli atti riportavano elementi coherenti con la violenza sulle cose.

  • art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma richiamata a fondamento dell'imputazione per detenzione ai fini di spaccio; la Corte ha confermato la qualificazione del fatto secondo tale disposizione in base agli accertamenti compiuti.

  • art. 179 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'ammissione del rito abbreviato e alla composizione del fascicolo al momento dell'ammissione; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile e ha dato rilievo alla possibilità di integrazione probatoria nel rito abbreviato.

  • art. 442, comma 1-bis, c.p.p.

    Norma citata nella doglianza sulla utilizzazione degli atti e delle prove nel giudizio abbreviato; la Corte ha rilevato che il giudice può utilizzare gli atti contenuti nel fascicolo e le prove assunte in udienza, e che qui le parti avevano espresso assenso all'utilizzo degli esami successivi.

  • art. 416, comma 2, c.p.p.

    Riferimento alla documentazione di cui il giudice può avvalersi in sede decisionale; la Corte ha considerato la documentazione successivamente acquisita compatibile con il rito abbreviato, ove le parti abbiano consentito o il giudice la ritenga indispensabile.

  • art. 419, comma 3, c.p.p.

    Richiamato come parte della cornice normativa sugli atti e sulla documentazione utilizzabile dal giudice; la Corte ha ritenuto legittimo l'utilizzo della consulenza tecnica acquisita nel fascicolo.

  • art. 441 c.p.p.

    Norma sul giudizio abbreviato usata per sostenere la legittimità dell'uso del rapporto di prova e delle integrazioni, se le parti hanno dato assenso o il giudice le ritiene necessarie per il thema probandum.

  • Sez. 5, n. 18264 del 29/01/2019 (giurisprudenza di legittimità)

    In tema di giudizio abbreviato, anche non condizionato, il potere di integrazione probatoria "ex officio" non necessita di una specifica motivazione e non è soggetto a limiti temporali, potendo intervenire in ogni momento e fase della procedura, anche nel corso della discussione o addirittura dopo il termine di essa, qualora il giudice ravvisi l'indispensabilità di un approfondimento del "thema probandum"

    Richiamata espressamente dalla Corte per giustificare l'acquisizione successiva della consulenza del P.M.; principio che legittima l'integrazione probatoria da parte del giudice nel giudizio abbreviato anche dopo la chiusura della discussione se ritenuta indispensabile.

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato in relazione alle conseguenze dell'inammissibilità del ricorso (valutazione della colpa nella determinazione della condanna alle spese); la Corte ha escluso l'assenza di colpa e ha disposto la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 7-13 giugno 2000

    Citata in ordine al principio secondo cui, in caso di inammissibilità, può essere valutata l'eventuale assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto che tale assenza di colpa non sussisteva.

  • Decreto del Primo Presidente n. 84 dell'8 giugno 2016

    Richiamato per motivazione semplificata: la Corte ha applicato principi già reiterati e condivisi, consentendo motivazione abbreviata della decisione secondo quanto previsto dal decreto.

Massime di principio

  • Il furto in abitazione può essere riconosciuto anche se la difesa sostiene che l'immobile sia "abbandonato": la qualificazione dipende dagli elementi di fatto (ad es. segni di effrazione, violenza sulle cose, uso di attrezzi), e non dalla mera affermazione difensiva.
  • Il furto in abitazione è procedibile d'ufficio: l'assenza di querela non esclude l'azione penale quando gli elementi probatori indicano la sussistenza del reato.
  • Nel giudizio abbreviato il giudice ha margine per integrare la prova "ex officio" anche dopo la chiusura della discussione, se ritiene indispensabile un approfondimento del "thema probandum"; tale integrazione non viola automaticamente il diritto di difesa, soprattutto se le parti hanno assentito all'utilizzo di esami successivi.
  • La tempestività e la specificità delle censure in cassazione sono fondamentali: argomentazioni meramente fattuali o avversative, non confrontate con passaggi decisivi della motivazione, rischiano di rendere il ricorso inammissibile.
  • Se si contesta l'acquisizione tardiva di una prova, è importante che la difesa abbia formulato precise riserve o richieste durante il processo (es. istanza di riesame, richiesta di integrazione al contraddittorio) per preservare il diritto di difesa nei gradi successivi.

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