Cassazione Penale, Sentenza n. 20626/2023 del 15/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma in appello della condanna per calunnia (denuncia falsa di smarrimento di tre assegni attribuita a terzi) e della esclusione della responsabilità per truffa; il ricorso proponeva tre motivi: 1) contraddittorietà/manifesta illogicità della motivazione perché la Corte di appello avrebbe ritenuto dolosa una condotta meramente colposa; 2) violazione di legge e vizio di motivazione perché la mancata presentazione all'incasso degli assegni impedirebbe l'integrazione del reato; 3) violazione di legge perché, essendo i fatti connessi in un disegno unitario, l'assoluzione per truffa dovrebbe escludere anche la punibilità per calunnia e, in subordine, richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano manifestamente infondati e, in parte, non ammissibili. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse motivato congruamente l'incredibilità della versione dell'imputato e la sussistenza dell'elemento doloso della calunnia; ha affermato che la calunnia può integrarsi anche prima della negoziazione degli assegni e che l'assoluzione per truffa non annulla automaticamente la punibilità per calunnia. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento di cassazione e al versamento, in via equitativa, di 3.000 euro alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Delimita i motivi per cui è possibile proporre ricorso per cassazione; impedisce di sollevare in cassazione questioni che non rientrano nelle ipotesi previste e disciplina i limiti della censura sulla motivazione (es.: non è possibile riproporre mera alternativa probatoria già valutata).
norma sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto
Prevede la causa di non punibilità per fatti di particolare tenuità; la Corte ha rilevato che la deduzione della particolare tenuità non può essere proposta per la prima volta in Cassazione (salvo i casi espressamente previsti dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite), e dunque non è stata valutata in questo giudizio.
Consente la condanna alle spese del procedimento per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per far gravare sul ricorrente i costi della cassazione.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. L. n. 176/2020)
riferimento alla procedura scritta
Norma che consente il trattamento del ricorso con procedura scritta (riduzione delle udienze pubbliche), richiamata per spiegare la modalità di trattazione del ricorso.
comma secondo (richiamato nella sentenza)
Richiamato in relazione alla rilevabilità d'ufficio dell'applicazione della causa di non punibilità in limitate ipotesi; la Corte segnala i limiti di rilevabilità d'ufficio in Cassazione.
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 24997 del 17/04/2013 (Salvatore)
Sostiene che la falsa denuncia di smarrimento di assegni consegnati ad altro per pagamento integra la calunnia anche se precede la negoziazione dei titoli: non è necessaria l'effettiva trattazione degli assegni per integrare il reato.
Giurisprudenza - Sez. 2, n. 14761 del 19/12/2017 (dep. 2018) (Lusi)
Afferma che ai fini della configurabilità della calunnia non è necessario l'effettivo avvio di un procedimento penale, ma che la falsa incolpazione debba contenere elementi tali da permettere l'esercizio dell'azione penale nei confronti di una persona identificabile.
Massime di principio
- La calunnia può essere integrata anche quando la falsa incolpazione precede l'effettiva negoziazione o iniziativa giudiziaria: è sufficiente che la denuncia contenga elementi che rendano possibile l'esercizio dell'azione penale contro una persona individuabile.
- La valutazione della credibilità delle parti e delle prove svolta dalla Corte d'appello ha ampia discrezionalità: la Cassazione interviene solo se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria, non per ricostruire diversamente i fatti.
- La consegna di titoli (es. assegni) come corrispettivo può far presumere che la successiva denuncia di smarrimento sia consapevolmente falsa se il denunciato sapeva che i titoli erano stati dati in pagamento.
- Delitti diversi anche se contestati come parte dello stesso disegno criminoso restano autonomi: l'assoluzione per uno non determina automaticamente l'irresponsabilità per gli altri.
- La questione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) deve essere dedotta nelle fasi processuali in cui è ammessa; proporla per la prima volta in Cassazione è normalmente inammissibile salvo eccezioni tassative.
- In Cassazione è necessario richiamare motivi consentiti dall'art. 606 c.p.p.; non sono ammissibili ricostruzioni alternative dei fatti già valutati e rigettate dalle corti di merito salvo profili di illogicità manifesta.
- I ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare la condanna alle spese e, in casi di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, l'assegnazione di una somma a titolo di ammenda.
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