Cassazione Penale, Sentenza n. 5048/2023 del 06/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva che fosse riconosciuta la disciplina del reato continuato (art. 81 cod. pen.) con riguardo a tre distinte sentenze di condanna per violazione degli obblighi di assistenza familiare commesse in periodi successivi (2010 - 29/01/2014; novembre 2014 - 09/04/2015; 09/04/2015 - 25/05/2018). Sosteneva che si trattava di frazioni di un'unica condotta permanente e di un unico disegno criminoso, e denunciava erronea applicazione degli artt. 81 cod. pen. e 671 cod. proc. pen. e vizio di motivazione dell'ordinanza impugnata.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso per infondatezza. Ha confermato che il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare è reato permanente, ma ha rilevato che la permanenza si estingue con l'adempimento dell'obbligo o, in mancanza, con la pronuncia della sentenza di primo grado; pertanto le tre pronunce di condanna hanno delimitato tre distinti periodi di responsabilità. Inoltre la Corte ha ricordato che il riconoscimento della continuazione richiede la prova che, fin dall'inizio (2010), l'imputato avesse programmato unitariamente la propria condotta per l'intero arco temporale considerato; tale disegno non può essere presunto. Il Tribunale di Brindisi ha correttamente ritenuto assente l'allegazione di elementi specifici e concreti idonei a dimostrare il disegno unitario, e la Corte ha ritenuto legittima la motivazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Richiede l'identità del disegno criminoso per riconoscere la continuazione; non può essere riconosciuta sulla sola base dell'omogeneità materiale delle condotte o della loro vicinanza temporale senza prova del programma unitario già presente nella volontà del reo.
Norma processuale richiamata nella questione esecutiva: il giudice dell'esecuzione valuta la sussistenza della continuazione fra reati già giudicati, ma il riconoscimento richiede adeguata allegazione e prova.
art. 570, comma secondo, n. 2, cod. pen.
La violazione degli obblighi di assistenza familiare è qualificata come reato permanente; la permanenza si considera cessata con l'adempimento dell'obbligo o, in difetto, con la pronuncia della sentenza di primo grado, il che può comportare la qualificazione di più reati distinti se giudicati in sentenze separate.
Corte Costituzionale, sent. n. 53/2018
Richiamata come riferimento a fattispecie analoghe: conferma che l'identità del disegno criminoso può sussistere nel reato permanente solo se dimostrata; la sola omogeneità non è decisiva.
Giurisprudenza di legittimità (varie sentenze citate)
La Corte ha richiamato precedenti (es. Sez. 6 n. 45462/2015; Sez. 2 n. 680/2019; Sez.1 n.38486/2011; ecc.) per affermare i principi: reato permanente unico rispetto al bene giuridico leso; la continuazione richiede prova del programma unitario; esistenza di un onere di allegazione in sede esecutiva.
Massime di principio
- Il reato permanente (es. violazione degli obblighi di assistenza familiare) è unico rispetto al bene leso ma la sua "permanenza" può cessare con la sentenza di primo grado; periodi successivi possono dar luogo a più reati distinti.
- Il riconoscimento della continuazione (art. 81 c.p.) richiede la prova che, fin dall'inizio, il reo avesse un "disegno criminoso" unitario e specifico: la mera somiglianza delle condotte o la loro prossimità temporale non sono sufficienti.
- In sede esecutiva grava sull'interessato l'onere di allegare elementi concreti e specifici a sostegno della domanda di riconoscimento della continuazione; l'assenza di tali elementi può legittimamente portare al rigetto.
- La giurisprudenza ammette eccezioni in contesti particolari (es. partecipazione a associazioni mafiose) dove la permanenza e il vincolo vincolante della partecipazione rendono più plausibile un disegno unitario; tali eccezioni non si estendono automaticamente ad altri reati permanenti.
- Nelle impugnazioni contro decisioni in materia esecutiva è fondamentale descrivere il programma unitario (tempistiche, atti, volontà) che colleghi i diversi periodi di condotta per ottenere il riconoscimento della continuazione.
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