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Sentenza

Sentenza del 12/02/2025 n. 3631 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I.C.A. ha impugnato per cassazione la sentenza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, che aveva accolto l'appello di S.A.T.A.P. contro la sentenza n. 1844/15/2020 della Commissione tributaria provinciale di Milano e annullato la pretesa. L'avviso chiedeva 28.710 euro di TOSAP per il 2019, relativa ai cavalcavia autostradali che sovrastano strade comunali. Con un unico motivo, I.C.A. ha denunciato violazione degli artt. 824 e 822 c.c., dell'art. 2 del d.lgs. n. 285/1992, dell'art. 22 della legge n. 2248/1865, Allegato F, e degli artt. 38 e 39 del d.lgs. n. 507/1993. Ha contestato che le risultanze catastali, riferite al tracciato autostradale e ai viadotti, provassero la proprietà privata delle aree di sedime delle strade comunali; ha inoltre sostenuto che l'occupazione dello spazio sovrastante fosse tassabile senza dover accertare in concreto un ulteriore impedimento all'uso della strada. S.A.T.A.P. ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che mirasse a una rivalutazione dei fatti e fosse privo di autosufficienza; la Cassazione ha respinto tali eccezioni. I.C.A. ha anche chiesto di decidere nel merito le questioni sulla motivazione dell'avviso e sulle sanzioni, che erano state dichiarate assorbite.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la sentenza d'appello avesse commesso un errore di diritto: l'intestazione catastale del tracciato autostradale non dimostrava la proprietà S.A.T.A.P. del sedime delle strade comunali, e la proprietà del viadotto va distinta da quella della strada sottostante. La presunzione di demanialità delle aree funzionali alla viabilità comunale non era stata superata da una prova di un titolo privato preesistente. La Corte ha inoltre ribadito che la TOSAP può colpire l'occupazione dello spazio sovrastante il suolo comunale da parte del viadotto, in quanto l'infrastruttura sottrae quello spazio agli usi e alle destinazioni del suolo, e che la tassa grava sul concessionario che gestisce autonomamente l'impianto. Non ha deciso definitivamente la debenza dei 28.710 euro né le questioni sulla motivazione dell'avviso e sulle sanzioni: ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, perché esamini le questioni rimaste assorbite e regoli anche le spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • Art. 38 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 507

    il presupposto impositivo della TOSAP è costituito, ai sensi degli artt. 38 e 39 D.Lgs. n. 507/1993, dall'occupazione, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti o sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni o delle province, che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico

    La TOSAP può applicarsi anche all'occupazione dello spazio sovrastante una strada comunale mediante un viadotto. La sottrazione dello spazio pubblico e le limitazioni agli usi e alle destinazioni del suolo sono insite nell'occupazione infrastrutturale.

  • Art. 39 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 507

    il presupposto impositivo della TOSAP è costituito, ai sensi degli artt. 38 e 39 D.Lgs. n. 507/1993, dall'occupazione, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti o sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni o delle province, che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico

    La disposizione concorre a individuare il presupposto della tassa per l'occupazione di spazi pubblici; nel caso deciso rileva l'occupazione dello spazio sovrastante la strada comunale da parte del viadotto.

  • Art. 49, lett. a), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 507

    la tassa compete alla concessionaria che occupa lo spazio, a nulla rilevando il fatto che il viadotto sia di proprietà del demanio e che, al termine della concessione, anche la gestione di esso ritorni in capo allo Stato, tenuto conto dell'autonoma gestione, per l'intera durata di tale rapporto da parte della concessionaria, nello sfruttamento del bene e non quale mero sostituta dello Stato, con la conseguenza che l'esenzione prevista dall'art. 49, lett. a), del citato decreto (...) non spetta in quanto non si configura l'occupazione da parte dello Stato

    L'esenzione prevista per l'occupazione dello Stato non si estende automaticamente al concessionario autostradale: se questi gestisce e sfrutta autonomamente il viadotto, l'occupazione è a lui imputabile.

  • Art. 840 c.c.

    per quel che concerne le strade, che il regime della proprietà non può che essere quello generale di cui all'art. 840 c.c., con estensione usque ad sideras et ad inferos della relativa proprietà, da nulla risultando che alla proprietà pubblica si applichi, sul punto, un regime diverso da quello della proprietà privata

    La proprietà del suolo stradale segue il regime generale della proprietà; la regola non consente di identificare automaticamente il sedime della strada con il viadotto sovrastante.

  • Artt. 822, secondo comma, e 824 c.c.

    a norma degli artt. 822, secondo comma, e 824 c.c., fanno parte del c.d. demanio accidentale quei beni che, oltre ad appartenere allo Stato o alle Province o ai Comuni, presentino caratteristiche rispondenti a quelle indicate nel citato art. 822, secondo comma

    La demanialità accidentale richiede sia l'appartenenza del bene all'ente pubblico sia le caratteristiche previste dalla legge; per le strade comunali la proprietà della strada e quella del viadotto che la sovrasta restano distinte.

  • Art. 22 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, Allegato F

    la presunzione iuris tantum di demanialità delle aree accessorie alle strade pubbliche, quali pertinenze stradali e secondo consolidati principi giurisprudenziali, tale presunzione, che la dottrina e la giurisprudenza desumono dall'art. 22 delle legge n. 2248 del 1865, opera tradizionalmente sulla base di due presupposti. Il primo è di natura spaziale: occorre che l'area che si vorrebbe demaniale sia contigua o quantomeno comunicante con la strada pubblica (...) Un secondo presupposto, per l'insegnamento consolidato, è di natura funzionale. Non basta che l'area sia contigua o comunicante con la strada, occorre in più che integri la funzione viaria

    La presunzione di demanialità non riguarda ogni area vicina o comunicante con una strada: occorrono contiguità o comunicazione e una concreta funzione viaria. La presunzione è superabile dal privato con prova contraria, come un titolo di proprietà.

  • Art. 2697 c.c.

    con cui si assicura, quindi, l'effettiva funzione viaria, che pure soddisfa l'onere imposto dall'art. 2697 c.c. al Comune di dimostrare la natura pubblica del suolo occupato (nella specie) per proiezione

    L'effettiva destinazione viaria della strada comunale, unitamente alla presunzione di demanialità non superata da prova contraria, può assolvere l'onere probatorio del Comune circa la natura pubblica del suolo interessato dall'occupazione.

  • Art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    La norma è stata invocata per denunciare in cassazione la violazione e falsa applicazione delle disposizioni sulla proprietà, sulla demanialità e sulla TOSAP; la Corte ha ritenuto che la censura individuasse un errore di diritto, non una richiesta di rivalutazione dei fatti.

  • Art. 384, secondo comma, c.p.c.

    I.C.A. ne ha richiesto l'applicazione per ottenere una decisione nel merito, ma la Corte ha rinviato perché le questioni assorbite sulla motivazione dell'avviso e sulle sanzioni richiedevano accertamenti fattuali.

  • Art. 378 c.p.c.

    La disposizione è richiamata per le memorie depositate da entrambe le parti; la sentenza non enuncia una specifica interpretazione del suo contenuto.

Massime di principio

  • La titolarità catastale del viadotto o del tracciato autostradale non dimostra, da sola, la proprietà privata del sedime della strada comunale sottostante: occorre distinguere il manufatto sopraelevato dalla strada e dal relativo suolo.
  • La proprietà privata dell'area di sedime non può essere desunta dalla sola mancata identificazione catastale del proprietario; chi la afferma deve fornire un titolo o altra prova idonea, anche per superare l'eventuale presunzione di demanialità.
  • La presunzione di demanialità delle aree accessorie alla strada richiede contiguità o comunicazione con la strada e un'effettiva funzione viaria; non si estende indistintamente a ogni area vicina.
  • Un viadotto che occupa lo spazio sovrastante una strada comunale può integrare il presupposto della TOSAP: non è necessario dimostrare un ulteriore impedimento concreto al transito, poiché rilevano la sottrazione dello spazio e le limitazioni d'uso connesse all'occupazione infrastrutturale.
  • La TOSAP può gravare sul concessionario che gestisce autonomamente il viadotto, anche se il bene è di proprietà statale; l'esenzione prevista per l'occupazione dello Stato non opera automaticamente a favore del concessionario.
  • La cassazione della decisione per errore di diritto non comporta necessariamente la definizione della controversia: se restano questioni assorbite che richiedono accertamenti fattuali, il giudice di rinvio deve esaminarle e regolare le spese.

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