Sentenza del 03/12/2020 n. 27650 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione della cartella di pagamento notificata il 9 agosto 2013 contestando in particolare l'applicazione dell'aggio esattoriale. La ricorrente sosteneva che l'aggio non poteva essere dovuto quando l'Agente della Riscossione si era limitato alla mera notifica della cartella e che la misura percentuale prevista (4,65% entro 60 giorni o 8% per pagamento successivo) fosse irragionevole; in subordine ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art.17 D.Lgs. n.112/1999 per violazione degli artt. 3, 24 e 97 Cost. Ha inoltre censurato l'applicabilità della versione normativa corretta ratione temporis.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'aggio esattoriale abbia natura retributiva (non tributaria) e che la disciplina di cui all'art.17 D.Lgs. n.112/1999, nella versione risultante dalle modifiche del 2006 e 2008 (applicabile alla cartella del 2013), sia conforme ai parametri costituzionali. La Corte ha affermato che la legge fissa un meccanismo percentuale e criteri per la quantificazione (decreto ministeriale basato su costo normalizzato, situazione socio-economica, tempo trascorso ecc.) e che tale sistema non si presta a un'interpretazione per cui l'aggio debba essere automaticamente modulato in relazione all'attività concreta svolta in ciascun caso (p. es. mera notifica). Le questioni di incostituzionalità sono state dichiarate infondate o inammissibili. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di cassazione (Euro 10.200,00 oltre spese prenotate a debito) e ad eventuale contributo unificato.
Norme richiamate
Decreto Legislativo 13 aprile 1999, n. 112, articolo 17
L'attivita' dei concessionari viene remunerata con un aggio sulle somme iscritte a ruolo riscosse
L'aggio è un corrispettivo retributivo per il servizio di riscossione; la norma demanda la quantificazione a un decreto ministeriale e stabilisce criteri (costo normalizzato, situazione socio-economica, tempo intercorso) che giustificano la fissazione percentuale dell'aggio.
Decreto Legge 3 ottobre 2006, n. 262, articolo 2, conv. con L. 24 novembre 2006, n. 286
Modifica dell'art.17 D.Lgs.112/1999 applicabile ratione temporis alla fattispecie; contribuisce a definire la disciplina vigente al momento della notifica (2013).
Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, articolo 32, conv. con L. 28 gennaio 2009, n. 2
Ulteriore modifica normativa rilevante per definire la disciplina dell'aggio applicabile alla cartella impugnata.
Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95, articolo 5, comma 1, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 135
Ha fissato percentuali operative (nella pratica richiamate: 4,65% per pagamento entro 60 giorni e 8% oltre) per gli importi iscritti a ruolo a partire dal 1 gennaio 2013; la Corte ne applica il criterio di quantificazione alla fattispecie temporale ravvisando la versione normativa pertinente.
Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13
Norma procedurale sul contributo unificato; la Corte rileva l'eventuale obbligo della ricorrente di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- L'aggio esattoriale ha natura retributiva e non tributaria: si configura come corrispettivo per il servizio di riscossione e non come imposta o sanzione.
- La misura percentuale dell'aggio fissata dalla normativa e dai decreti correttamente interpretati non è automaticamente un 'limite massimo modulabile' in base alla singola attività svolta dall'agente della riscossione; la legge stabilisce un sistema di quantificazione generale, demandando poi al decreto ministeriale i criteri e le percentuali.
- In casi analoghi la questione sull'irragionevolezza dell'aggio per mera notifica è di regola destinata a fallire: la giurisprudenza ammette che l'aggio copra costi complessivi del servizio e il rischio gestionale, non il singolo atto isolato.
- Le questioni di legittimità costituzionale relative all'art.17 D.Lgs.112/1999 sono spesso dichiarate inammissibili o infondate dalla giurisprudenza; pertanto, è difficoltoso ottenere l'annullamento dell'aggio con argomenti costituzionali generici.
- Occorre verificare la versione normativa applicabile alla data di notifica della cartella: il testo rilevante è quello vigente ratione temporis, incluse le modifiche legislative intervenute prima della notifica.
- Contro l'aggio è più efficace un sindacato mirato alla verifica della corretta applicazione formale e aritmetica delle percentuali e del rispetto dei criteri previsti (es. calcolo sulle somme iscritte a ruolo, eventuali riduzioni/crediti), anziché un attacco generico sulla sua natura o ragionevolezza.
- Per la difesa pratica: documentare i pagamenti effettuati, contestare l'esattezza del calcolo degli aggi, chiedere chiarimenti sul decreto ministeriale di quantificazione applicato e verificare eventuali riduzioni già operate dall'agente della riscossione.
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