Cassazione Penale, Sentenza n. 41166/2023 del 11/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso si articolava in due motivi: (1) violazione di legge e carenza di motivazione circa la sussistenza dell'elemento soggettivo (dolo) del reato, sostenendo l'assoluta buona fede dell'imputata per un presunto errore di fatto sulla sussistenza di un contratto regolare di fornitura di energia elettrica; (2) assenza della condizione di procedibilità introdotta dalla riforma (d.lgs. 150/2022) dell'art. 624 c.p., ossia la mancanza della querela della persona offesa entro il termine previsto dall'art. 85 del d.lgs. 150/2022.
La decisione
Il primo motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato: la Cassazione ha escluso la possibilità di una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità, rilevando che la censura non confronta specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata e si limita a doglianze di fatto. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la riforma ha reso il delitto di furto procedibile a querela salvo casi tassativi di procedibilità d'ufficio; la Procura di Marsala ha comunicato che non risulta esercitata querela nel termine richiesto (termine transitorio/fissato al 30/03/2023), pertanto, in assenza della querela, il reato è divenuto improcedibile e si è estinto. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è improcedibile per difetto della querela.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.; art. 625 comma 2 cod. pen.
Il fatto contestato è qualificato come furto (art. 624) con aggravazione ai sensi dell'art. 625 comma 2; la valutazione del dolo e delle circostanze aggravanti è questione di merito cui la cassazione non può sostituirsi se la censura è generica.
d.lgs. 150/2022, art. 2 comma 1 lett. i) (modifica del terzo comma dell'art. 624 c.p.)
Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis)
La riforma ha trasformato la procedibilità del furto in procedibilità a querela, con determinate eccezioni che consentono l'azione d'ufficio; in assenza di una di tali eccezioni e in mancanza di querela la procedibilità viene meno.
Norma che disciplina effetti e termini transitori dell'entrata in vigore della riforma, richiamata per verificare il termine (nella fattispecie il 30/03/2023) entro il quale la querela doveva essere presentata per mantenere la procedibilità.
art. 625 cod. pen. (numeri 7 e 7-bis)
Indica le circostanze in presenza delle quali il reato di furto è procedibile d'ufficio (es. particolari condizioni di vulnerabilità della persona offesa o altre ipotesi tassative): se tali condizioni ricorrono non è necessaria la querela.
art. 129 comma 2 cod. proc. pen.
Riferimento alla possibilità di una pronuncia ampiamente liberatoria; la Corte osserva che, in assenza di elementi per una pronuncia pienamente liberatoria, l'accertamento sulla procedibilità per querela impone l'estinzione del reato se la querela non è stata presentata.
Massime di principio
- Dopo la riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) il delitto di furto è in linea generale procedibile a querela della persona offesa: in mancanza di querela nei termini transitori applicabili il reato è improcedibile e si estingue.
- In Cassazione non sono ammissibili censure generiche o puramente fattuali che chiedano una rivalutazione delle prove: le doglianze devono essere specifiche e confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
- L'eccezione della buona fede o dell'errore di fatto (mancanza del dolo) deve essere dedotta con argomentazioni di diritto e prova, mostrando come la sentenza abbia travisato gli elementi probatori; altrimenti la censura sarà ritenuta aspecifica e inammissibile.
- In presenza di modifiche legislative che incidono sulla procedibilità è fondamentale verificare tempestivamente, anche con richiesta ufficiale alla Procura, se la querela è stata effettivamente proposta entro i termini previsti; la mancata querela comprovata comporta l'annullamento senza rinvio per improcedibilità.
- Il giudice di legittimità può annullare senza rinvio quando il vizio di procedibilità comporta l'estinzione del reato; in tali casi non si procede a un nuovo esame del merito.
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