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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25977/2023 del 15/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il rigetto del reclamo relativo alla concessione della liberazione anticipata. Il ricorrente contestava che il Tribunale avesse individuato la cessazione della condotta associativa al 21/07/2017 (data della sentenza di primo grado) interpretando in senso aperto la formula "fino alla data odierna", mentre dalla sentenza della Corte d'appello di Palermo del 31/01/2019 il tempus commissi delicti sarebbe delimitato al 22/11/2015; denunciava inoltre vizio di motivazione e sosteneva che la valutazione della persistenza dell'associazione mafiosa fosse congetturale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Pur osservando che la giurisprudenza interpreta la formula "fino alla data odierna" come riferibile alla data del decreto che dispone il giudizio o, in mancanza, alla richiesta di rinvio a giudizio, la Corte ha ritenuto comunque non viziata la motivazione del Tribunale che, oltre al profilo temporale, ha valorizzato elementi concreti a sostegno dell'esclusione del beneficio: il ruolo apicale di Campo nella famiglia mafiosa, la reiterazione di condanne per delitto associativo, la mancanza di atti di dissociazione e la recente applicazione della misura di prevenzione (sorveglianza speciale) quale indice della persistente pericolosità sociale. La Corte ha ritenuto tali argomentazioni logiche e adeguate a escludere la prova di partecipazione all'opera di rieducazione richiesta dall'art. 54 o.p. e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    L'art. 54 richiede la "prova di partecipazione all'opera di rieducazione"; la valutazione della meritevolezza per la liberazione anticipata è rimessa al giudice del merito e richiede più della mera buona condotta carceraria: un'adesione effettiva e attiva alle regole detentive e agli interventi trattamentali

  • Codice penale

    Riferimento al delitto associativo di tipo mafioso; la giurisprudenza interpreta la formula temporale "fino alla data odierna" come estesa alla data del decreto che dispone il giudizio o, se mancante (es. rito abbreviato), alla data della richiesta di rinvio a giudizio

  • Codice di procedura penale

    Consente alla Corte di cassazione, in caso di rigetto del ricorso, di condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali

Massime di principio

  • La formula temporale "fino alla data odierna" nell'imputazione per reato permanente o associativo si interpreta, per consolidata giurisprudenza, come riferita alla data del decreto che dispone il giudizio o, se questo manca, alla data della richiesta di rinvio a giudizio; non automaticamente alla pronuncia di primo grado
  • Per la concessione della liberazione anticipata (art. 54 o.p.) il giudice valuta la "prova di partecipazione all'opera di rieducazione": non basta la mera buona condotta carceraria, è richiesta un'adesione attiva alle regole e agli interventi trattamentali
  • Elementi quali ruolo apicale nell'associazione, reiterazione di condanne per lo stesso reato, mancanza di atti di dissociazione e l'applicazione di misure di prevenzione (es. sorveglianza speciale) possono legittimamente integrare la motivazione per negare il beneficio, anche se permutationi temporali risultassero dubbie
  • La valutazione della persistenza della pericolosità sociale e dell'affectio societatis è discrezionale e valutabile in senso ampio dal giudice di merito; il ricorrente deve contestare concretamente le argomentazioni probatorie e logiche addotte, non solo con rilievi generici
  • In caso di rigetto in cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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