Cassazione Penale, Sentenza n. 19157/2023 del 08/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Serratore, sottoposto a detenzione domiciliare con autorizzazione ad allontanarsi per due ore ogni pomeriggio, ha impugnato il decreto del 29/06/2022 con cui il magistrato di sorveglianza ha revocato tale autorizzazione. La revoca era stata motivata dall'accertamento della polizia giudiziaria del 26/06/2022, che avrebbe trovato l'imputato non presente presso la sua abitazione nella mattinata. Il difensore ha sostenuto che il dato fattuale era erroneo: alle ore dei controlli Serratore si trovava in realtà presso la sua abitazione o nelle sue pertinenze, come attestato da una dichiarazione scritta di una vicina, e che in passato non vi erano state contestazioni disciplinari o comportamentali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo proposto era in realtà una contestazione del dato di fatto posto a fondamento della decisione (ricognizione del merito fattuale), attività non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ricordato che il ricorso per cassazione contro provvedimenti del magistrato di sorveglianza è ammesso solo per violazione di legge e per carenza di motivazione o altre questioni giuridiche, non per riesame dei fatti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 47-ter ord. pen., comma 4
"Il Tribunale di sorveglianza, nel disporre la detenzione domiciliare, ne fissa le modalità secondo quanto stabilito dall'art. 284 del codice di procedura penale. ... Tali prescrizioni e disposizioni possono essere modificate dal magistrato di sorveglianza del luogo in cui si svolge la detenzione domiciliare."
La norma autorizza il Tribunale di sorveglianza a fissare modalità della detenzione domiciliare e riconosce al magistrato di sorveglianza la possibilità di modificarle; la Corte la usa per giustificare la competenza del magistrato a revocare l'autorizzazione all'allontanamento.
Disciplina le specifiche modalità della detenzione domiciliare; la Corte osserva che le modifiche devono rispettare le prescrizioni di tale norma e che l'impugnazione è possibile per violazione di legge rispetto a queste disposizioni.
art. 111 Cost.
Fondamento costituzionale del diritto di impugnare provvedimenti che incidono sulla libertà personale; consente il ricorso per cassazione per violazione di legge contro le modifiche del magistrato di sorveglianza.
La Corte rileva che il ricorrente può eccepire l'assenza di motivazione o motivazione apparente del provvedimento ai sensi di questa norma, ma non chiedere il riesame dei fatti quando l'impugnazione è limitata alla legittimità.
Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso.
Corte Cost., sent. n. 186 del 2000
Richiamata come principio secondo cui, in mancanza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta la sanzione economica a carico del ricorrente (Cassa delle ammende).
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti del magistrato di sorveglianza è ammesso solo per questioni di diritto (violazione di legge) o per mancanza/insufficienza di motivazione; non consente il riesame dei fatti o una nuova valutazione delle prove.
- Se si contesta l'esattezza di fatti accertati dal magistrato (es. presenza/assenza al domicilio al momento del controllo), occorre concentrarsi su vizi giuridici del provvedimento (assoluta mancanza di motivazione, contraddittorietà logica) o utilizzare i rimedi previsti in sede di merito (istanze al magistrato di sorveglianza, reclami/ricorsi nei termini e sedi previste), raccogliendo prove documentali e dichiarazioni rese nelle forme idonee.
- Prima di impugnare in Cassazione, è importante far valere e documentare il proprio punto di vista nella fase amministrativa o di merito (es. produrre dichiarazioni, chiedere audizione, chiedere l'integrazione degli accertamenti), perché la Corte di legittimità non rivede la valutazione probatoria.
- La mancanza di un'efficace strategia processuale ai fini della cassazione espone il ricorrente al rischio di inammissibilità e a sanzioni (spese processuali e somme alla Cassa delle ammende); pertanto, il motivo di cassazione deve essere formulato come questione di diritto chiara e non come disputa fattuale.
- Quando si ritiene che il provvedimento contenga valutazioni fattuali errate ma non vi siano evidenti vizi di motivazione o di diritto, conviene chiedere la riforma nella sede del magistrato di sorveglianza o, se possibile, esperire i rimedi di merito prima del ricorso in Cassazione.
- Se si denuncia la carenza o l'apparenza di motivazione, bisogna indicare in che modo la motivazione è formalmente o logicamente inadeguata rispetto alle norme citate (art. 125 c.p.p. e art. 284 c.p.p.), mostrando il nesso tra vizio formale e illegittimità della decisione.
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