Cassazione Penale, Sentenza n. 27582/2022 del 15/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione dell'art. 512 cod. proc. pen. e vizio di motivazione: il ricorrente contestava che la sentenza si fondasse esclusivamente sulle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa (deceduta durante il processo) acquisite ex art. 512 c.p.p., senza garanzie contraddittorie, citando la giurisprudenza delle Sezioni Unite e della Corte EDU che vieterebbe di basare in modo esclusivo o significativo la responsabilità penale su dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la condanna di Guarino non si sia fondata esclusivamente sulle dichiarazioni della persona offesa acquisite ex art. 512 c.p.p., ma su una pluralità di elementi probatori: la testimonianza di Liliana Piva che confermò di essere accorsa, di aver visto l'aggredito con il portafoglio aperto e un uomo salire su un'autovettura insieme ad altra persona, il riconoscimento fotografico dell'imputato da parte della teste, la corrispondenza dell'auto fotografata con la proprietà di Astarello Antonio e il fermo antecedente che lo vedeva in macchina con Salvatore Guarino. La Corte ha inoltre richiamato l'orientamento secondo cui le dichiarazioni predibattimentali, se corroborate e valutate nel contesto e se acquisite con modalità che escludono suggestione, possono avere valore decisivo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; la condotta contestata è stata ritenuta in concorso con altro soggetto non identificato
Norma sostanziale applicata al fatto (impossessamento di una somma strappata dalle mani della vittima), che ha costituito il capo di imputazione
Circostanza aggravante richiamata nella contestazione (es. modalità del fatto o età della vittima), valutata nel giudizio di merito
Norma che consente l'acquisizione in dibattimento di dichiarazioni della persona offesa rese precedentemente; il ricorso contestava l'uso esclusivo di tali dichiarazioni, mentre la Corte ha ritenuto che esse siano state integrate e corroborate da altri elementi probatori
art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
Richiamato in relazione al diritto al contraddittorio e al principio che dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio non possono fondare esclusivamente la responsabilità, salvo i bilanciamenti e le garanzie previsti dalla giurisprudenza
Sezioni Unite n. 27918 del 25/11/2010
Sez. U, n. 27918 del 25/11/2010 dep. 14/07/2011, D.F. Rv. 250199
Richiamata per il principio generale secondo cui le dichiarazioni predibattimentali rese in assenza di contraddittorio non possono fondare in modo esclusivo o significativo la responsabilità penale; la Corte ha però ricordato i successivi chiarimenti che ammettono eccezioni in presenza di determinate condizioni
Giurisprudenza Corte EDU (Al-Khawaja e Tahery; Schatschaschwili)
Al-Khawaja e Tahery, 15/12/2011; Schatschaschwili, 15/12/2015
Le decisioni della Corte EDU sono state richiamate per i criteri che impongono adeguati bilanciamenti procedurali quando si utilizzano dichiarazioni non rese in contraddittorio; la Cassazione ne trae i parametri (modalità di raccolta, compatibilità con dati di contesto, dichiarazioni de relato) utili a convalidare tali dichiarazioni
Sentenze di questa Corte (es. Poppi, 24/11/2021; Sez. 2 n. 15492 del 05/02/2020)
Richiamate per l'ulteriore precisazione che, in presenza di consenso delle parti o di adeguati bilanciamenti procedurali e corroborazioni contestuali, le dichiarazioni predibattimentali possono costituire base determinante della condanna
Massime di principio
- Le dichiarazioni predibattimentali acquisite ex art. 512 c.p.p. non possono in linea di principio costituire l'unico o il principale fondamento di una condanna se rese in assenza di contraddittorio, salvo che sussistano elementi di bilanciamento e corroborazione che ne garantiscano l'affidabilità
- Per rendere utilizzabili e, in casi specifici, decisive le dichiarazioni non rese in contraddittorio occorre valutare: modalità di raccolta (assenza di suggestione), compatibilità con dati di contesto e presenza di dichiarazioni de relato o testimonianze che confermino l'evento extraprocessuale
- Il consenso delle parti all'acquisizione della dichiarazione predibattimentale può legittimare l'uso anche come base determinante della condanna, purché la rinuncia sia consapevole, informata e inequivocabile e vi siano garanzie proporzionate alla rilevanza della prova
- Il giudice deve sempre motivare in modo articolato come le dichiarazioni predibattimentali si inseriscano in un quadro probatorio complessivo; la presenza di elementi indipendenti (testimonianze, riscontri materiali, riconoscimenti fotografici, correlazioni fattuali) riduce il rischio di vizio di decisione
- In casi similari, la difesa dovrebbe cercare di evidenziare l'assenza di corroborazioni concrete, vizi nella modalità di raccolta o contraddittorio carente per contestare l'affidabilità delle dichiarazioni predibattimentali e richiedere l'incidente probatorio se necessario
- Il giudice di legittimità tende a verificare non solo la presenza delle regole formali ma la sostanziale attendibilità e il raccordo probatorio: la mera esistenza di dichiarazioni predibattimentali non è automaticamente invalicante se il contesto probatorio complessivo le conferma
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