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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37107/2026 del 22/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Napoli del 24 ottobre 2025, che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Napoli Nord il 4 marzo 2024 alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione per il reato previsto dall'art. 7, comma 1, del d.l. n. 4 del 2019, convertito dalla l. n. 26 del 2019, in relazione a un fatto commesso ad Aversa il 6 febbraio 2021. Con l'unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione quanto alla configurabilità oggettiva e soggettiva del reato. La sentenza non specifica ulteriormente le ragioni difensive; la Corte ha rilevato che le deduzioni erano generiche e non si confrontavano con le argomentazioni della decisione impugnata circa l'omessa indicazione, nella domanda di reddito di cittadinanza, di una precedente condanna per il reato di cui all'art. 416-bis c.p., ostativa al beneficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, giudicando manifestamente infondato l'unico motivo: le doglianze erano generiche, non confutavano la motivazione della sentenza impugnata e contrapponevano valutazioni di merito non esaminabili in sede di legittimità. È stata confermata la condanna alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione. In applicazione dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 1, d.l. n. 4/2019, convertito dalla l. n. 26/2019

    la cui domanda volta al conseguimento del reddito di cittadinanza non riportava l'indicazione di una pregressa condanna per un reato (art. 416 bis cod. pen.) ostativo all'ottenimento del beneficio richiesto.

    La condanna è stata confermata per l'omessa indicazione, nella domanda per il reddito di cittadinanza, di una precedente condanna per un reato ostativo al beneficio.

  • art. 416-bis c.p.

    la cui domanda volta al conseguimento del reddito di cittadinanza non riportava l'indicazione di una pregressa condanna per un reato (art. 416 bis cod. pen.) ostativo all'ottenimento del beneficio richiesto.

    La pregressa condanna per il reato indicato è considerata ostativa all'ottenimento del reddito di cittadinanza e la sua omissione nella domanda è il dato fattuale posto a fondamento della conferma della colpevolezza.

  • art. 616 c.p.p.

    alla declaratoria dell'inammissibilità consegue, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., l'onere del pagamento delle spese del procedimento, nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in tremila euro.

    Alla dichiarazione d'inammissibilità conseguono il pagamento delle spese processuali e il versamento alla Cassa delle ammende della somma determinata dalla Corte.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che formuli doglianze generiche senza confrontarsi con le specifiche argomentazioni della decisione impugnata.
  • Nel giudizio di legittimità non è consentito sostituire alla motivazione razionale della sentenza impugnata valutazioni di merito alternative, non accompagnate da una puntuale censura dei suoi argomenti.

Come è indicizzato

MaterieAbuso d'ufficioImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale

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