Cassazione Penale, Sentenza n. 29836/2022 del 26/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Torrisi impugna l'ordinanza che ha respinto la richiesta di revoca o sostituzione della misura degli arresti domiciliari a suo carico (indagato per il reato di cui all'art. 337 c.p.). La difesa deduce violazione di legge in relazione agli artt. 272, 274 e 275, comma 2-bis, c.p.p., sostenendo che la proposta di patteggiamento con pena concordata e sospesa (validata dal P.M.) avrebbe dovuto comportare la revoca/sostituzione della misura cautelare, considerata l'assenza di precedenti e la natura occasionale del fatto.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la mera proposta di patteggiamento con pena sospesa non altera automaticamente gli elementi che giustificano l'applicazione della misura cautelare: il giudice della cautela deve compiere una valutazione autonoma, anche in ordine alla futura concessione della sospensione condizionale della pena. Inoltre, non essendovi elementi nuovi rispetto al riesame (che si era concluso con sola sostituzione della misura), la circostanza del patteggiamento non poteva superare il giudicato cautelare. Il Tribunale aveva peraltro ribadito, con motivazione ritenuta logica e immune da censure, la gravità della condotta e un rischio di recidiva tale da prevalere sull'incensuratezza dell'indagato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa.
Norme richiamate
Individua il Tribunale quale giudice d'appello in materia cautelare: la Corte ne rileva la competenza nel rigetto del gravame avverso l'ordinanza del G.I.P.
Norma sostanziale che qualifica il reato contestato all'indagato; la gravità della condotta ai sensi di questa norma è stata valorizzata nella valutazione prognostica del rischio di recidiva
Norma procedurale relativa alle misure cautelari: evocata nel ricorso come presunta violata, la Corte non ritiene che il patteggiamento modifichi di per sé i presupposti di applicazione della misura
Regolamenta le modalità di applicazione e di sostituzione delle misure cautelari; la Corte richiama la necessità che siano nuovi elementi a fondare una modificazione del giudicato cautelare
art. 275, comma 2-bis, cod. proc. pen.
Prevede riferimenti specifici rispetto alla sospensione condizionale della pena in relazione agli effetti del giudizio cautelare: la Corte interpreta che la proposta di pena concordata e sospesa non impone automaticamente la revoca della misura, spettando al giudice della cautela un autonomo e motivato giudizio prognostico
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che disciplina le conseguenze processuali in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso: applicata per le statuizioni sulle spese e sulla condanna pecuniaria
Massime di principio
- La proposta di patteggiamento con pena sospesa, anche se condivisa dal P.M., non determina automaticamente la revoca o sostituzione di misure cautelari: il giudice della cautela deve compiere una valutazione autonoma e motivata.
- Per ottenere la revoca o la modifica di una misura cautelare già decisa (e sul cui giudicato è intervenuto riesame), è necessario allegare elementi nuovi e specifici che incidano sulle valutazioni originarie; circostanze note al tempo della decisione non sono di per sé sufficienti.
- La valutazione prognostica del rischio di recidiva è centrale nella decisione sulle misure cautelari; l'incensuratezza dell'imputato può essere superata dalla gravità e dalle caratteristiche della condotta contestata.
- I motivi di impugnazione devono essere esposti con specificità: censure generiche non contrastano efficacemente le motivazioni del giudice che ha rinnovato la valutazione negativa sulla sospensione condizionale.
- Quando si prospetta un patteggiamento, la difesa dovrebbe produrre argomentazioni e prove che dimostrino concretamente la modificazione del quadro probatorio o prognostico (es. elementi che escludono il rischio di reiterazione) per influenzare l'esito di eventuali richieste cautelari.
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