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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33432/2025 del 09/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice di sorveglianza)

La controversia

Il condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma che aveva respinto la domanda di affidamento in prova al servizio sociale, ritenendo non formulabile una prognosi favorevole di non recidiva e di affidabilità esterna. Nel ricorso ha dedotto violazione di legge e vizi di motivazione, ma la censura, secondo la Corte, si risolveva in una richiesta di rivalutazione del merito: contestava infatti la valutazione del giudice di sorveglianza sulla gravità del reato commesso, sui numerosi precedenti penali, sulla persistente pericolosità sociale e sul fatto che un nuovo reato era stato commesso durante gli arresti domiciliari, circostanza che aveva portato alla revoca di tale misura. La doglianza veniva estesa, in sostanza, anche alla detenzione domiciliare, indicata dalla Corte come astrattamente ammissibile, ma non concessa dal giudice di merito sulla base dello stesso quadro valutativo sfavorevole.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure fossero dirette a ottenere una nuova valutazione degli elementi di fatto e di merito, preclusa in sede di legittimità, e che l'ordinanza impugnata fosse sorretta da motivazione adeguata e non manifestamente illogica. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen.

    La misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale presuppone una prognosi favorevole di non recidiva e di affidabilità esterna, rimessa alla valutazione del giudice di sorveglianza.

  • art. 47-ter ord. pen.

    La detenzione domiciliare è richiamata come misura alternativa astrattamente ammissibile, ma la sua concessione resta subordinata alla valutazione complessiva della personalità e della pericolosità del condannato.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una rivalutazione del merito degli elementi fattuali posti a base del diniego di una misura alternativa alla detenzione.
  • Il giudice di sorveglianza può negare l'affidamento in prova quando, sulla base di gravità del reato, precedenti penali, persistente pericolosità sociale e condotte commesse durante una precedente misura, non sia formulabile una prognosi favorevole di non recidiva e di affidabilità esterna.
  • La motivazione del diniego di misure alternative è sufficiente quando risulti coerente, adeguata e non manifestamente illogica, essendo insindacabile in cassazione se la doglianza mira solo a una diversa lettura del materiale valutativo.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, in assenza di elementi che escludano la colpa del ricorrente, la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

Testo integrale

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