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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34258/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in Cassazione avverso la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 322 c.p. (corruzione): l'imputato era stato ritenuto colpevole per avere consegnato, all'arch. Panci Sandro, funzionario della Regione Lazio, la somma di 1.500 euro occultata in una rivista ("quaderni di legislazione tecnica") in vista di una conferenza di servizi sui suoi progetti edilizi. In cassazione l'imputato ha dedotto sei motivi principali: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per il rigetto della richiesta di rinvio dell'udienza per legittimo impedimento del difensore (presunta tardività della comunicazione e presunta possibilità di sostituzione); (2) vizio nella mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello, con pregiudizio per l'esame di due testi a discarico; (3) errore di valutazione sulla responsabilità penale, con riferimento all'incompetenza funzionale di Panci e all'asserita inidoneità dell'azione (teoria del reato impossibile); (4) vizio di motivazione sul profilo soggettivo, invocando uno 'scambio' o un errore nella consegna del denaro e l'assenza dell'elemento intenzionale; (5) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti (art. 323-bis e art. 62, n.4 c.p.); (6) censure sulle statuizioni civili e quantificazione del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato tutti i motivi. Sul punto del rinvio per legittimo impedimento la Corte ha ritenuto che la comunicazione del difensore fosse tardiva perché l'impedimento era noto dal 18/02/2019 mentre l'istanza fu presentata il 15/03/2019; la valutazione sulla mancata rinnovazione dell'istruttoria in appello è stata confermata essendo i due testi già escussi in primo grado e riascoltati nella nuova composizione del collegio davanti al difensore d'ufficio; le censure sulla incompetenza funzionale di Panci e sulla ricostruzione alternativa (errore nella consegna del denaro) sono state respinte come meri richiami a una diversa valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità; i motivi relativi alle attenuanti sono stati ritenuti infondati perché la gravità della condotta e il danno all'amministrazione non consentivano l'applicazione delle attenuanti dedotte; infine il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie di corruzione propria; la Corte conferma che è integrato quando la dazione è diretta a soggetti che rientrano nella sfera di competenza o di influenza dell'ufficio cui appartengono

  • art. 420-ter cod. proc. pen.

    La tempestività della comunicazione del legittimo impedimento del difensore va valutata rispetto al momento in cui il difensore ha avuto conoscenza dell'impedimento; l'obbligo è adempiuto quando il difensore, ricevuta la fissazione dell'udienza, verifica e comunica prontamente l'esistenza di un impegno da ritenersi prevalente

  • art. 603, comma 1, cod. proc. pen.

    La rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello è rimessa al giudice di merito: il rigetto è sindacabile in Cassazione solo se emergono gravi lacune motivazionali o manifesta illogicità che una rinnovazione avrebbe potuto eliminare

  • art. 49, comma 2, cod. pen.

    Richiamato implicitamente rispetto alla tesi del reato impossibile: la Corte valuta che non ricorrono i presupposti per considerare la condotta ineseguibile o inidonea a integrare il reato, sulla base degli elementi di influenza e prossimità dell'ufficio

  • art. 323-bis cod. pen.

    La circostanza attenuante speciale può essere esclusa quando, valutata la condotta nella sua globalità, risulti una gravità non trascurabile; la Corte ha ritenuto che nel caso concreto la condotta dimostrava spregiudicatezza e rilevante lesione dell'interesse pubblico

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    L'attenuante per tenuità del fatto richiede che il lucro e il danno siano di modesta entità; la Corte ha valutato che detti presupposti non ricorrevano, escludendo l'applicazione dell'attenuante

Massime di principio

  • La comunicazione del legittimo impedimento del difensore deve essere effettuata non quando lo si ritenga conveniente, ma prontamente dal momento in cui il difensore viene a conoscenza dell'impegno: il giudice valuta la tempestività in relazione a tale conoscenza
  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello è discrezionale: per ottenerla è necessario dimostrare l'esistenza di elementi nuovi o che la mancata rinnovazione abbia determinato una macroscopica lacuna della motivazione tale da impedire una decisione informata
  • Nel reato di corruzione propria non è indispensabile che il pubblico ufficiale abbia la formale titolarità dell'atto: è sufficiente che la condotta riguardi la sfera di competenza o di reale influenza dell'ufficio cui appartiene il soggetto corrotto
  • Prospettazioni alternative o versioni difensive non sufficientemente supportate da elementi nuovi non sono idonee a scalfire una valutazione di merito consolidata: la Cassazione non rifa valutazioni di fatto, verifica soltanto la logicità e completezza della motivazione
  • Per il riconoscimento delle attenuanti (art. 323-bis, art. 62 n.4) occorre una valutazione globale della gravità del fatto, del dolo e dell'entità del danno o del lucro; la mera limitata entità numerica dell'importo non garantisce automaticamente l'attenuante
  • Le questioni processuali relative a sostituzioni di difensore e alla regolarità delle escussioni testimoniali richiedono prova specifica di pregiudizio alla difesa: l'assenza di tale prova rende difficilmente meritevole di accoglimento il ricorso per violazione dei diritti difensivi

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