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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29587/2026 del 04/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'indagato ha impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale del riesame aveva confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari applicata dal GIP. La vicenda riguarda un'accusa di favoreggiamento personale per avere, secondo l'ipotesi cautelare, favorito la latitanza di un soggetto ritenuto esponente di vertice di un contesto 'ndranghetistico, con condotte prolungate nel tempo tra il 2022 e il 2025. Con il ricorso sono stati dedotti cinque motivi: 1) violazione di legge per omessa valutazione della dedotta impossibilità di prognosticare una pena superiore a due anni e quindi l'accesso alla sospensione condizionale, con conseguente erronea scelta degli arresti domiciliari; 2) violazione di legge e vizio di motivazione sulla gravità indiziaria, per asserita indeterminatezza delle condotte ascritte e carenza di elementi sul dolo, specie quanto alla consapevolezza dello stato di latitanza e del reato presupposto; 3) violazione di legge e motivazione illogica sull'aggravante della finalità agevolativa ex art. 416-bis.1 c.p., ritenuta insussistente o comunque non motivata; 4) violazione di legge e vizio di motivazione sul mancato scrutinio di misure meno afflittive, in relazione al principio di gradualità e adeguatezza cautelare; 5) violazione di legge e motivazione carente sulle esigenze cautelari, sia sotto il profilo del pericolo di inquinamento probatorio sia sotto il profilo del pericolo di reiterazione, che la difesa riteneva escluso dall'arresto del soggetto latitante assistito.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la misura cautelare degli arresti domiciliari. Ha ritenuto infondati o inammissibili i motivi: il primo è stato giudicato aspecifico; la gravità indiziaria è stata ritenuta adeguatamente motivata, con ricostruzione di condotte di supporto logistico e comunicativo alla latitanza, idonee ex ante a ostacolare le ricerche; il dolo generico è stato desunto dalle modalità organizzative e dalle conversazioni intercettate; il motivo sull'aggravante ex art. 416-bis.1 c.p. è stato ritenuto manifestamente infondato perché l'aggravante era già stata esclusa; quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha accolto solo in parte la censura sul pericolo di inquinamento probatorio, rilevando però che la motivazione impugnata non conteneva una vera e propria concreta manifestazione dell'intento di incidere sulle fonti di prova, ma ha comunque reputato sussistente il pericolo di reiterazione in ragione dell'inserimento dell'indagato in una rete criminale di sostegno alla latitanza; infine ha ritenuto congrua la scelta degli arresti domiciliari come misura minima adeguata. Alla soccombenza del ricorrente è seguita la condanna al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 378 c.p.

    Disciplinante il favoreggiamento personale; la Corte lo considera integrato da condotte di aiuto alla sottrazione del latitante alle ricerche, con dolo generico.

  • art. 274, comma 1, lett. a), c.p.p.

    Il pericolo di inquinamento probatorio non può fondarsi su mere ipotesi astratte o sulla generica possibilità di concordare una strategia difensiva; occorre la concreta manifestazione dell'intento di incidere sulle fonti di prova.

  • art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p.

    Il pericolo di reiterazione va valutato in termini prognostici sulla possibilità di future condotte analoghe, senza richiedere l'imminenza di specifiche occasioni di recidivanza.

  • art. 275, comma 2-bis, c.p.p.

    La doglianza sulla scelta della misura è stata respinta perché la motivazione impugnata giustificava la previsione di una pena superiore alla soglia rilevante per la sospensione condizionale.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    L'aggravante della finalità agevolativa del sodalizio mafioso non è stata ritenuta oggetto di positiva conferma, poiché il Tribunale aveva dato atto della sua esclusione già in sede genetica.

  • art. 56 c.p.

    Richiamato indirettamente nel fatto presupposto del soggetto favorito, destinatario di custodia cautelare per tentato omicidio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità contro ordinanze cautelari, la Corte di cassazione non può sostituire la propria valutazione del compendio indiziario a quella del giudice di merito, ma deve verificare soltanto la congruenza logica e giuridica della motivazione sui gravi indizi di colpevolezza.
  • In tema di favoreggiamento personale, sono penalmente rilevanti anche condotte di assistenza logistica, comunicativa e materiale che, considerate complessivamente e secondo una valutazione ex ante, siano idonee a ostacolare le ricerche della persona latitante o a protrarne la condizione di irreperibilità.
  • Per la configurabilità del favoreggiamento personale è sufficiente il dolo generico: occorre la consapevole volontà di aiutare il soggetto a sottrarsi alle ricerche o alle investigazioni, non essendo necessario provare ulteriori finalità specifiche.
  • Il pericolo di inquinamento probatorio non può essere affermato in modo meramente congetturale: serve l'indicazione di concrete iniziative o condotte idonee a interferire con l'acquisizione della prova o a condizionare testimoni e fonti informative.
  • Il pericolo di reiterazione va apprezzato in chiave prognostica sulla base delle modalità del fatto, della personalità dell'indagato e del contesto ambientale, e non richiede la prova dell'imminenza di una specifica nuova occasione criminosa.
  • La scelta della misura cautelare deve rispettare il criterio di adeguatezza e proporzionalità, ma la misura più afflittiva è legittima quando le meno invasive non risultino idonee a neutralizzare il rischio di protrazione o reiterazione delle condotte illecite.

Come è indicizzato

MaterieCustodia cautelareEsigenze cautelariImpugnazioniFavoreggiamento personale
RamiMisure cautelariProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
SottomaterieArresti domiciliari
IstitutiOnere della provaPosizione di garanzia

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