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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30842/2022 del 09/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Raso impugnava l'ordinanza del 29/12/2021 che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP di Palmi per il reato previsto dall'art. 73 d.P.R. 309/90 (detenzione/trasporto di ingente quantitativo di cocaina: 748 panetti per complessivi kg. 855,690). Il ricorrente deduceva vizi di motivazione e violazione di legge: sosteneva che la decisione del Tribunale si fondava su un unico elemento indiziario (la manovra di inversione dell'autoarticolato), senza adeguata valutazione di alternative, e che la ricostruzione del giudice fosse congetturale e non sorretta da elementi concreti (assenza di contatti telefonici significativi, assenza di precedenti specifici, procedure portuali che escluderebbero responsabilità dell'autotrasportatore, ecc.). Inoltre contestava l'insussistenza delle esigenze cautelari e l'omessa valutazione di misure meno afflittive come gli arresti domiciliari con controllo a distanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito adeguata motivazione, valorizzando plurimi elementi indiziari (nervosismo dell'indagato al controllo, sigillo palesemente contraffatto, dichiarazioni del ricorrente sull'avvenuto controllo, la rilevante quantità e valore dello stupefacente che rende poco probabile l'affidamento del carico a un trasportatore ignaro). La Corte ha ricordato che, nella fase cautelare, è sufficiente la gravità degli indizi e che il sindacato in Cassazione è limitato a verificare la congruità logica e giuridica della motivazione del giudice di merito, non a riesaminare i fatti. Ha inoltre confermato la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione e rischio di inquinamento probatorio) e ritenuto non idonea altra misura meno afflittiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    riesame in sede di riesame ai sensi dell'art. 309 cod. proc. pen.

    norma procedurale indicante la competenza del Tribunale per il riesame delle misure cautelari; richiamata come fondamento del procedimento che ha confermato la misura

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    art. 73 d.P.R. 309/90 (illecita detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti)

    fattispecie penale contestata (traffico/detenzione di ingente quantitativo di droga) e base per la gravità degli indizi a carico del ricorrente

  • art. 274 cod. proc. pen.

    esigenze cautelari di cui all'art. 274 cod. proc. pen.

    criteri e ragioni per l'adozione di misure cautelari: la Corte ha verificato che il Tribunale abbia compiuto una motivazione logica e coerente sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio)

  • art. 273 cod. proc. pen.

    articolo 273, comma 1 e comma 1-bis, cod. proc. pen.

    la Corte rimarca che, nella fase cautelare, è richiesto il requisito della sola 'gravità' degli indizi (art. 273), senza l'applicazione piena dei criteri di precisione e concordanza previsti per il giudizio di merito

  • art. 192 cod. proc. pen.

    art. 192 cod. proc. pen. (precisione e concordanza degli indizi)

    la Corte osserva che il comma 2 dell'art. 192, che richiede precisione e concordanza propri del giudizio di merito, non è integralmente richiamato nella fase cautelare; pertanto gli indizi cautelari non devono soddisfare gli stessi requisiti del giudizio di merito

  • art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, disposizioni attuative cod. proc. pen.

    norma richiamata per gli adempimenti consequenziali alla pronuncia e all'eventuale comunicazione alla cancelleria

Massime di principio

  • In sede di misure cautelari la valutazione degli indizi richiede la 'gravità' (art. 273) e non gli stessi standard di precisione e concordanza del giudizio di merito: la Corte di cassazione verifica solo la compatibilità logica e giuridica della motivazione del giudice di merito, non rifà il processo sui fatti.
  • Un insieme di elementi anche se non tutti singolarmente decisivi (nervosismo dell'indagato, sigillo contraffatto, dichiarazioni rese in sede di interrogatorio, ingente quantità e valore dello stupefacente) può costituire quadro indiziario idoneo a giustificare la custodia cautelare quando logicamente ricostruito dal giudice.
  • La mera censura che il giudice di merito abbia effettuato una diversa valutazione dei fatti non è sufficiente in Cassazione: è richiesta la dimostrazione di un vizio motivazionale macroscopico o di illogicità palmare.
  • Sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, inquinamento probatorio) il giudice deve motivare l'idoneità della misura adottata e valutare le alternative; tuttavia, se illustra perché tali alternative non sarebbero efficaci (per es. contesti organizzati e rischio di rinnovati rapporti), la custodia può essere ritenuta proporzionata.
  • Per la difesa, in casi analoghi è strategico documentare concretamente l'assenza di collegamenti (contatti telefonici, precedenti specifici), illustrare le procedure operative del porto che escludono responsabilità dell'autotrasportatore e proporre misure alternative adeguate e concretamente realizzabili (arresti domiciliari con controllo elettronico), evidenziando la mancanza di rischi concreti di reiterazione o di inquinamento probatorio.

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