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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30791/2022 del 09/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna (pena: 4 anni e 2 mesi di reclusione e euro 18.000 di multa ciascuno) per detenzione di stupefacenti, proponendo cinque motivi: 1) discrepanza sulla tipologia della sostanza (nell'imputazione era indicata cocaina ma dagli atti investigativi si parlava di eroina) e conseguente richiesta di rinnovazione dell'istruttoria ex art. 603 c.p.p.; 2) violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 c.p.p.); 3) ingiustificato diniego dell'attenuante del ravvedimento operoso ai sensi dell'art. 73, comma 7, d.P.R. 309/1990 in quanto i ricorrenti avevano indicato un terzo denominato Samuel e offerto collaborazione per la sua cattura; 4) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.) per giovane età e condizioni di vita; 5) eccessivo aumento di pena per la continuazione relativo al capo B (detenzione di 1,60 g di marijuana).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo sul quinto motivo (aumento di pena per continuazione) e l'ha annullato limitatamente a tale aumento, rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Roma. I primi quattro motivi sono stati dichiarati infondati o inammissibili; è stata altresì dichiarata l'irrevocabilità della sentenza in ordine alla dichiarazione di responsabilità penale degli imputati ai sensi dell'art. 624 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Riferimento ai limiti del cumulo previsto per reati continuati; la Cassazione richiama la necessità di rispettare il rapporto di proporzione fra le pene quando si applica la continuazione

  • art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. 309/1990

    Norme che definiscono i reati di detenzione di stupefacenti; qui contestati per le diverse tipologie e quantitativi sequestrati

  • art. 73, comma 7, d.P.R. 309/1990

    Prevede l'attenuante del ravvedimento operoso per chi collabora efficacemente per interrompere la catena delittuosa o colpire i mezzi di produzione; la Corte ha ricordato che serve un apporto concreto e utile alle indagini

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Norma sulla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale; i ricorrenti avevano chiesto la rinnovazione per sentire gli operanti sulla natura della sostanza, richiesta ritenuta superflua dalla Corte poiché non risultava pregiudizio difensivo

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione tra imputazione e sentenza; la Corte di legittimità ha precisato che il mutamento della tipologia di stupefacente viola il principio solo se determina un concreto pregiudizio della difesa, cosa non verificata nel caso

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disposizione sulle circostanze attenuanti generiche; la giurisprudenza e la Corte territoriale trattano la loro concessione come valutazione di fatto insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri legali per la determinazione della pena che il giudice deve richiamare e, quando ci si discosta dal minimo edittale, indicare quelli ritenuti rilevanti per giustificare la misura della pena

  • Sez. U., n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Giurisprudenza consolidata richiamata dalla Cassazione che impone, nel caso di reato continuato, la motivazione distinta e specifica per ciascun aumento di pena relativo ai reati satellite, per garantire proporzione e impedire un cumulo materiale occulto

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Norma che consente di dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine alla responsabilità penale quando la Cassazione annulli solo una parte della statuizione sanzionatoria

Massime di principio

  • La modifica della tipologia di sostanza indicata in imputazione non comporta automaticamente violazione del principio di correlazione (art. 521 c.p.p.); è necessario dimostrare un concreto pregiudizio per la difesa derivante dalla novazione degli elementi essenziali dell'addebito
  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria ex art. 603 c.p.p. per chiarire discrepanze sulle caratteristiche della sostanza va supportata dall'indicazione del pregiudizio difensivo; se la consulenza tecnica è stata accettata o non contestata, la rinnovazione può essere ritenuta superflua
  • Per ottenere l'attenuante di cui all'art. 73, comma 7, d.P.R. 309/1990 (ravvedimento operoso) la collaborazione deve essere concreta e idonea a interrompere la catena delittuosa o a colpire mezzi rilevanti per l'attività criminosa; la mera indicazione di un nome o la disponibilità a collaborare non sono sufficienti
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche è una valutazione di fatto del giudice del merito e, se adeguatamente motivata, è difficilmente sindacabile in Cassazione; il giudice non è tenuto a menzionare ogni elemento favorevole, ma quelli decisivi
  • In ipotesi di continuazione, il giudice deve motivare separatamente e specificamente l'entità dell'aumento di pena per ciascun reato satellite, garantendo proporzionalità e evitando una sostanziale cumulazione di pene senza adeguata giustificazione (Sez. U. Pizzone)
  • Se la Cassazione annulla soltanto la parte relativa al trattamento sanzionatorio (ad es. l'aumento per continuazione) la dichiarazione di irrevocabilità della condanna per responsabilità penale può essere disposta ai sensi dell'art. 624 c.p.p., con rinvio limitato alla determinazione della pena

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