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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21585/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva concesso l'affidamento in prova al servizio sociale per eccessiva e illogica motivazione in relazione alle prescrizioni imposte. In particolare, censura riferita alla prescrizione n.4 che vietava di uscire dall'abitazione prima delle ore 14:00 e imponeva il rientro entro le 20:30, con obbligo di permanenza il sabato e la domenica, configurando di fatto una detenzione domiciliare. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., in relazione all'art. 47 dell'ordinamento penitenziario, per carenza motivazionale e mancata correlazione delle prescrizioni al giudizio prognostico e al programma trattamentale.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente agli aspetti esposti: ha accertato una carenza motivazionale dell'ordinanza impugnata in relazione alla prescrizione n.4, perché il Tribunale non ha esplicitato le ragioni che collegassero tale grave limitazione della libertà di movimento al giudizio prognostico e al percorso trattamentale dell'affidato. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza nella parte relativa alla prescrizione n.4 e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Napoli per un nuovo esame. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità, ma la Corte ha comunque accolto la censura sul punto motivazionale.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    richiamato come fondamento formale del motivo di gravame (vizi della motivazione e violazione di legge); utilizzato per censurare l'illogicità e l'insufficienza della motivazione del provvedimento impugnato.

  • art. 47, ordinamento penitenziario

    norma che disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale: richiede un giudizio prognostico favorevole e autorizza l'imposizione di prescrizioni funzionali alla rieducazione e alla prevenzione della recidiva; le prescrizioni devono essere motivate e raccordate al programma trattamentale.

  • giurisprudenza consolidata (Corte cost. 5/12/1997 n.377; sentenze di legittimità citate)

    richiama il principio secondo cui l'affidamento mira al reinserimento sociale e che le prescrizioni, pur ampie, devono essere giustificate come strumenti di rieducazione e prevenzione della recidiva; orientamenti che guidano la verifica della legittimità delle imposizioni.

Massime di principio

  • L'affidamento in prova al servizio sociale richiede un giudizio prognostico favorevole: le prescrizioni imposte devono essere motivate e strettamente collegate alla valutazione della personalità e al programma trattamentale.
  • Il Tribunale di sorveglianza ha ampia discrezionalità nel fissare prescrizioni, ma tale discrezionalità è soggetta a controllo giurisdizionale sulla congruità e adeguatezza della motivazione.
  • Prescrizioni che limitano in modo consistente la libertà di movimento e appaiono come detenzione domiciliare di fatto devono essere specificamente giustificate e non possono essere semplicemente elencate.
  • La mancanza di motivazione che colleghi le prescrizioni agli obiettivi rieducativi comporta l'annullamento della singola prescrizione e il rinvio per nuovo esame.
  • Il beneficiario dell'affidamento ha l'obbligo di collaborare al percorso trattamentale e rispettare le prescrizioni legittimamente motivate; tuttavia i vincoli non devono essere immotivatamente afflittivi.
  • In casi simili, chi impugna deve evidenziare la discrepanza tra le prescrizioni e il giudizio prognostico o il programma trattamentale; il giudice dovrà fornire una motivazione puntuale e collegata agli specifici fini rieducativi.

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