Cassazione Penale, Sentenza n. 21472/2024 del 30/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'azione penale non poteva essere proseguita per mancanza della querela necessaria dopo la riforma; pertanto estinzione del procedimento per difetto di condizione di procedibilità e cessazione dell'azione penale nei confronti del ricorrente.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Campobasso del 7/02/2023 per avere la Corte rigettato l'istanza di rinvio avanzata dal difensore (per impegno in altro processo) e, più in generale, deduce violazione di legge ex art. 606 lett. c) c.p.p.. Sotto il profilo sostanziale la Corte di legittimità ha esaminato l'effetto della riforma (d.lgs. 150/2022, "riforma Cartabia") sul delitto di furto e rilevato che il furto è in linea di principio procedibile a querela della persona offesa; poiché nel fascicolo mancano la querela o i presupposti che consentano l'esercizio d'ufficio dell'azione penale (es. incapacità della persona offesa o una delle circostanze di cui all'art. 625, n.7 o 7-bis), è venuta meno la condizione di procedibilità dell'azione penale.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen. (testo previgente e attuale modificato dal d.lgs. 150/2022)
La norma sul furto è stata modificata dal d.lgs. 150/2022: il delitto è in genere procedibile a querela della persona offesa, salvo i casi tassativamente indicati che giustificano l'azione d'ufficio.
d.lgs. 150/2022, art. 2, comma 1, lett. 1)
"Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis)"
La Corte ha ritenuto che, alla luce di questa disposizione, l'azione penale per furto può procedere solo se è presente la querela o una delle condizioni che legittimano l'esercizio d'ufficio; in assenza di tale condizione il procedimento non è procedibile.
art. 625 cod. pen. (n.2 e n.7 richiamati nella motivazione e nel capo di imputazione)
Le circostanze aggravanti di cui all'art. 625 sono rilevanti perché alcune (es. n.7) possono rendere il reato procedibile d'ufficio; la Corte ha verificato l'assenza di tali circostanze nel caso concreto.
art. 61 n. 5 cod. pen. (recidiva o altre circostanze personali)
Citato nella prima sentenza di merito come elemento valutativo della pena; non incideva però sulla condizione di procedibilità che è rimessa alla querela o alle specifiche ipotesi di esercizio d'ufficio.
art. 606 lett. c) cod. proc. pen.
Motivo di ricorso indicato: violazione di legge per il presunto errore della Corte d'appello nel rigetto dell'istanza di rinvio; la Cassazione ha comunque deciso la causa sul punto sostanziale della procedibilità alla luce della riforma.
Massime di principio
- Dopo il d.lgs. 150/2022 (riforma Cartabia) il delitto di furto è procedibile in linea di principio solo a querela della persona offesa; pertanto il pubblico ministero e il giudice devono verificare la presenza della querela prima di procedere.
- Se mancano la querela e le condizioni che legittimano l'esercizio d'ufficio (es. incapacità della vittima o le specifiche circostanze aggravanti di cui all'art. 625, n.7 o 7-bis), l'azione penale è improcedibile e la sentenza è annullabile: ciò può condurre all'annullamento senza rinvio della sentenza e alla cessazione del processo.
- La richiesta di rinvio avanzata dal difensore per sopravvenuto impegno in altro processo non supplisce alla mancanza della querela; la questione della procedibilità è autonoma e può essere rilevata anche in sede di Cassazione.
- In ipotesi simili il difensore deve controllare la presenza dell'atto di querela nel fascicolo e, se assente, sollevare tempestivamente la questione di procedibilità; il pubblico ministero deve invece astenersi dal proseguire se non ricorrono i presupposti dell'azione d'ufficio.
- Le corti di legittimità possono decidere direttamente l'annullamento senza rinvio quando l'irregolarità incide sulla procedibilità dell'azione penale in modo tale da rendere improseguibile il processo.
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