Sentenza n. 217/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento prot. n. 49538 del 7 ottobre 2025, notificato il 14 ottobre 2025, a firma del Dirigente II Settore del Comune di Cava de’ Tirreni, recante l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile sito alla Via A. D’Amico, sul presupposto dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. 79 del 25 febbraio 2019;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'immobile e dell'area di sedime per mancata ottemperanza a un'ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'atto con cui il Comune ha disposto l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale del fondo e degli immobili abusivi, deducendone l'illegittimità. Il fondo era stato concesso in conduzione a una società di autotrasporto, responsabile della realizzazione sine titulo di diversi manufatti e opere accessorie. I proprietari hanno rappresentato di essersi attivati nei confronti della conduttrice, diffidandola, intimando il rilascio del fondo e procedendo infine alla disdetta del contratto nel febbraio 2025. Dopo l'ordinanza di demolizione del 2019, la conduttrice aveva demolito soltanto parte delle opere, mentre permanevano manufatti per 416,40 mq. Il Comune ha quindi adottato nel 2025 il provvedimento acquisitivo, ritenendo decorso inutilmente il termine di novanta giorni per l'ottemperanza. Il Comune ha eccepito il difetto di interesse a ricorrere, sostenendo che i proprietari avevano già perduto il diritto dominicale per effetto dell'inottemperanza all'ordine di demolizione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse a ricorrere. Applicando l'art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001 e il principio enunciato dall'Adunanza Plenaria n. 16 del 2023, il Collegio ha ritenuto che il decorso del termine di novanta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza di demolizione produca la perdita del diritto di proprietà sul bene e sull'area acquisibile, mentre il successivo atto comunale abbia natura dichiarativa degli effetti già prodottisi. I ricorrenti non potevano quindi contestare utilmente l'atto acquisitivo, avendo già perduto il diritto dominicale. Il TAR ha inoltre precisato che l'estraneità del proprietario alla realizzazione dell'abuso non è sufficiente a evitare l'acquisizione: il proprietario deve dimostrare sia la propria estraneità all'illecito sia di avere tempestivamente assunto iniziative concretamente idonee a costringere il responsabile a ripristinare lo stato dei luoghi. Nel caso concreto, il Collegio ha rilevato che i proprietari non si erano attivati tempestivamente e avevano risolto il rapporto contrattuale soltanto nel 2025, nonostante la protratta inottemperanza della conduttrice. Le spese sono state compensate in ragione della natura processuale della decisione.
Norme richiamate
art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001
Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.
Il decorso inutilmente del termine di novanta giorni determina l'acquisizione gratuita di diritto del bene e dell'area nei limiti di legge; il successivo provvedimento comunale ha funzione dichiarativa degli effetti già prodottisi.
art. 31, commi 3, 4 e 4-bis, d.P.R. 380/2001
Le conseguenze acquisitive e sanzionatorie dell'inottemperanza possono colpire anche il proprietario estraneo alla realizzazione dell'abuso, salvo che dimostri l'estraneità e l'adozione tempestiva di iniziative idonee a ottenere il ripristino.
Sussistendo le condizioni processuali, la controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata.
Massime di principio
- Il termine di novanta giorni assegnato con l'ordinanza di demolizione costituisce il termine entro il quale il proprietario deve attivarsi per evitare la perdita del diritto dominicale; decorso inutilmente tale termine, l'acquisizione gratuita prevista dall'art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001 si produce di diritto e il successivo atto comunale ha natura dichiarativa.
- Il proprietario estraneo alla realizzazione dell'abuso edilizio non è automaticamente sottratto agli effetti acquisitivi e sanzionatori dell'inottemperanza all'ordine di demolizione: deve provare sia la propria estraneità all'illecito sia l'adozione tempestiva di iniziative giuridicamente consentite e concretamente idonee a costringere il responsabile al ripristino.
- Quando il proprietario abbia già perduto il diritto dominicale per il decorso del termine di novanta giorni senza ottemperanza all'ordine di demolizione, difetta il suo interesse a impugnare il successivo provvedimento comunale di acquisizione gratuita, con conseguente inammissibilità del ricorso.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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