Cassazione Penale, Sentenza n. 15468/2022 del 20/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Tribunale di Rimini aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti di Mulaj per il reato di cui all'art. 642 c.p. ritenendo che la querela fosse stata proposta da soggetto privo di legittimazione (il Responsabile Antifrode dott. Renda) perché non munito di valida procura speciale in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il Procuratore ha impugnato la decisione deducendo la violazione degli artt. 336 e 337 c.p.p., sostenendo che il dott. Renda agiva quale rappresentante della società in forza di una delega conferita dal consiglio di amministrazione e dallo statuto e quindi non necessitava di procura speciale.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha interpretato l'art. 337 c.p.p. nel senso che, quando la persona fisica agisce in nome e per conto della società in virtù di un potere di rappresentanza conferito dalla legge o dallo statuto (o da delega del CdA), non è richiesta procura speciale. Richiamando l'art. 21 dello Statuto di Unipol Sai (che attribuisce ai dirigenti delegati la facoltà di proporre querele e di conferire procure alle liti) e la giurisprudenza intervenuta, la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per il giudizio alla Corte d'Appello di Bologna ai sensi dell'art. 568, comma 4 c.p.p.
Norme richiamate
Norma penale che definisce il reato per cui era stato rinviato a giudizio Mulaj; nella vicenda si tratta di reato procedibile a querela di parte, motivo per cui la legittimazione a proporre querela è centrale
Richiamato nel ricorso come norma di diritto processuale attinente alla regolarità del procedimento (contestazione formale della decisione del giudice di merito)
Prevede che la querela proposta nell'interesse di una persona giuridica debba indicare specificamente la fonte dei poteri di rappresentanza; la Corte chiarisce che se la persona agisce in quanto titolare di un potere di rappresentanza previsto dalla legge o dallo statuto (carica o delega), non occorre procura speciale
Stabilisce i requisiti formali della procura speciale quando necessaria (atto pubblico o scrittura privata autenticata); la Corte distingue i casi in cui tale procura è invece necessaria (soggetti non organici o non dotati di rappresentanza statutaria)
Art. 21 Statuto Unipol Sai
la rappresentanza della Società di fronte ai terzi e in giudizio spetta agli Amministratori che rivestono la carica di Presidente, di Vicepresidente e di Amministratore Delegato, ove nominato, in via fra loro disgiunta, nonché a quegli Amministratori e Dirigenti cui il Consiglio di Amministrazione l'abbia attribuita limitatamente all'esercizio dei poteri loro delegati. I predetti hanno la facoltà di promuovere azioni innanzi a qualsiasi Autorità Giudiziaria o Amministrativa, ivi incluso il potere di proporre querele, nonché di conferire procure alle liti con mandato anche generale
La disciplina statutaria attribuisce ai dirigenti delegati un potere di rappresentanza che equivale, ai fini dell'art. 337 c.p.p., al potere 'organico' richiesto: la querela proposta dal dirigente delegato è quindi valida senza ulteriore procura speciale
art. 568, comma 4 cod. proc. pen.
Norma che consente l'annullamento con rinvio della decisione per il giudizio ad altro giudice; applicata dalla Corte per rinviare il procedimento alla Corte d'Appello di Bologna
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 4996 del 19/12/2006 (Guarini)
Richiamata per il principio che l'art. 337 c.p.p. si applica quando la persona agisce in forza del rapporto organico che le conferisce poteri di rappresentanza
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 36119 del 26/06/2019 (Squillante)
Ribadisce che chi agisce in forza di poteri statutari o di carica non ha bisogno di procura speciale per proporre querela
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 18734 del 16/03/2018 (Magnone)
Ulteriore riferimento che conferma l'orientamento giurisprudenziale sulla validità della querela proposta da organi o soggetti delegati dalla società
Massime di principio
- Quando una persona fisica propone querela a nome di una società, verificare se agisce in qualità di organo o di soggetto titolare di poteri di rappresentanza derivanti da legge, statuto o carica: in tal caso non serve procura speciale
- Se la persona che propone querela non è organo con poteri statutari o di carica, deve essere munita di procura speciale con i requisiti di forma indicati dall'art. 122 c.p.p. (atto pubblico o scrittura privata autenticata)
- La querela deve indicare la fonte del potere di rappresentanza (art. 337 c.p.p.); indicare nello specifico lo statuto o il verbale del CdA che attesta la delega previene contestazioni di legittimazione
- In presenza di una clausola statutaria che attribuisce poteri ai dirigenti e di un verbale di delega del CdA, la legittimazione societaria a proporre querela è consolidata e la nullità o l'irregolarità formale possono essere escluse
- Il Pubblico Ministero può impugnare le decisioni che dichiarano non doversi procedere per vizi formali della querela e ottenere, se fondate, l'annullamento con rinvio per il giudizio di merito
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