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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19037/2022 del 13/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (gestore rete)

La controversia

Due proprietari convenivano in giudizio il gestore della rete elettrica chiedendo lo spostamento di un palo/traliccio di sostegno delle condutture elettriche insistente sul loro fondo. La società convenuta resisteva e proponeva anche domanda riconvenzionale di accertamento dell’usucapione della servitù di elettrodotto. Il Tribunale accoglieva la domanda dei proprietari e ordinava lo spostamento del traliccio; la Corte d’appello rigettava gli appelli principale e incidentale. In cassazione la società ricorrente proponeva tre motivi: 1) violazione degli artt. 122 del T.U. n. 1775/1933, 1056 e 1067 c.c., sostenendo che la disciplina dell’elettrodotto non consentirebbe lo spostamento richiesto, specie dopo oltre 45 anni di collocazione del traliccio e a fronte della maggiore onerosità dell’opera alternativa; 2) violazione del PRG e omesso esame di fatto decisivo, per avere la Corte d’appello recepito acriticamente la CTU senza considerare i rilievi del consulente di parte sulla fattibilità del by-pass, anche in rapporto a vincoli urbanistici e a una preesistente servitù di acquedotto, e senza disporre ulteriore CTU; 3) omesso esame della domanda riconvenzionale di usucapione della servitù.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, ritenendo che l’art. 122 del T.U. sulle acque ed impianti elettrici attribuisca al proprietario del fondo servente la facoltà di eseguire innovazioni sul proprio fondo anche se ciò comporti la rimozione o diversa collocazione delle condutture e degli appoggi, senza diritto dell’esercente ad indennizzo, salva l’offerta di altro luogo idoneo e fermo il contemperamento tra esigenze del gestore, dell’utente e del proprietario. Ha invece accolto il secondo motivo, ritenendo che la Corte d’appello avesse esaminato solo apparentemente i rilievi tecnici della parte ricorrente e avesse errato nel rinviare alla fase esecutiva questioni che attengono invece alla cognizione, poiché il giudice di merito deve verificare già nel giudizio di merito la concreta e giuridica praticabilità del percorso alternativo della linea elettrica, anche alla luce dei vincoli urbanistici e delle interferenze con altre servitù. Il terzo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d’appello di Palermo in diversa composizione anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 122 T.U. n. 1775/1933

    primo, terzo, quarto, quinto e sesto comma

    la norma speciale in materia di elettrodotto prevale sulle regole generali del codice civile e bilancia le esigenze del gestore, dell’utente e del proprietario del fondo; riconosce al proprietario la facoltà di eseguire innovazioni che impongano la rimozione o diversa collocazione di condutture e appoggi, senza indennizzo per l’esercente, purché sia offerto, ove possibile, altro luogo idoneo

  • art. 1056 c.c.

    richiamato dalla ricorrente in combinazione con la disciplina speciale dell’elettrodotto; la Corte non accoglie la tesi secondo cui esso impedirebbe lo spostamento richiesto

  • art. 1067 c.c.

    richiamato dalla ricorrente; la Corte non lo ritiene ostativo alla soluzione adottata dalla sentenza impugnata

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    parametro di censura per violazione di legge dedotto con il secondo motivo

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    parametro di censura per omesso esame di fatto decisivo dedotto con il secondo e il terzo motivo

  • artt. 612 e ss. c.p.c.

    richiamati dalla Corte d’appello, ma la Cassazione precisa che le questioni sulla fattibilità giuridica e tecnica del nuovo tracciato devono essere decise nel giudizio di cognizione e non rinviate alla sola fase esecutiva

Massime di principio

  • In tema di servitù di elettrodotto, la disciplina speciale consente al proprietario del fondo servente di eseguire innovazioni sul proprio fondo anche se ciò comporti la rimozione o il diverso posizionamento di condutture e appoggi, senza diritto dell’esercente a indennizzo o rimborso, purché sia offerto, ove possibile, un luogo alternativo idoneo.
  • La valutazione sulla richiesta di spostamento di una linea elettrica deve essere compiuta dal giudice di merito nel giudizio di cognizione, con accertamento della concreta praticabilità tecnica e giuridica del tracciato alternativo; non è corretto rinviare tali profili alla sola fase esecutiva.
  • Il giudice di merito non può limitarsi ad aderire alla consulenza tecnica d’ufficio in modo solo apparente: deve confrontarsi con i rilievi tecnici decisivi del consulente di parte e spiegare perché li ritenga infondati, specie quando incidono sulla fattibilità dell’intervento richiesto.
  • Quando un vincolo urbanistico o una preesistente servitù incidano sulla possibilità di realizzare il percorso alternativo, tali circostanze devono essere valutate in astratto e in concreto dal giudice, perché la presenza di un’area interessata in misura parziale o di accorgimenti progettuali non elide un eventuale divieto assoluto di edificazione o incompatibilità giuridica.

Come è indicizzato

MaterieServitùProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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