Cassazione Civile, Ordinanza n. 18935/2022 del 13/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto fondato il primo motivo, assorbito il secondo. Ha cassato il decreto del giudice di pace e, decidendo nel merito, ha annullato la proroga del trattenimento. Ha inoltre condannato il controricorrente al pagamento delle spese di entrambi i gradi, escludendo l'applicazione del contributo unificato aggiuntivo.
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
La controversia
Il giudice di pace aveva prorogato di trenta giorni il trattenimento di un cittadino marocchino presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino, ritenendo rilevante la richiesta di lasciapassare alla rappresentanza diplomatica del Marocco. Il ricorrente ha impugnato il decreto con due motivi: con il primo ha dedotto la violazione della disciplina sul trattenimento degli stranieri, sostenendo che la proroga non fosse possibile perché il decreto di espulsione presupposto era stato sospeso; con il secondo ha dedotto l'inapplicabilità del d.lgs. n. 286/1998 e il difetto dei presupposti del trattenimento, assumendo di essere familiare di cittadina comunitaria/italiana e che il diritto di soggiorno dipendesse dal vincolo coniugale, non dalla disponibilità di un documento amministrativo.
Norme richiamate
art. 14, commi 4 e 5, d.lgs. n. 286/1998
La proroga del trattenimento presuppone l'esistenza ed efficacia del provvedimento espulsivo; se tale presupposto è sospeso, la proroga non può essere disposta.
art. 14, comma 4, d.lgs. n. 286/1998
La norma sul trattenimento non consente la proroga quando il titolo espulsivo presupposto non sia efficace.
artt. 2, 3, 7, comma 1, lett. d), 20, d.lgs. n. 30/2007
Richiamati dal ricorrente a sostegno dell'inapplicabilità del regime dello straniero extracomunitario al familiare di cittadino dell'Unione o italiano.
art. 17, comma 5, d.lgs. n. 150/2011
Richiamato nel primo motivo quale norma processuale pertinente al giudizio di opposizione/controllo sul trattenimento.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
Non applicato perché il ricorso era esente dal contributo unificato.
Massime di principio
- In materia di trattenimento amministrativo dello straniero, il controllo del giudice non riguarda la validità in sé del decreto di espulsione, ma deve verificare se il provvedimento presupposto esista ed იყოს efficace al momento della proroga.
- Se il decreto di espulsione presupposto del trattenimento risulta sospeso, anche se la sospensione sia ritenuta indebita, la proroga del trattenimento non può essere disposta.
- Quando il primo motivo di ricorso determina la cassazione del provvedimento con decisione nel merito, l'esame degli ulteriori motivi resta assorbito.
- La proroga del trattenimento in vista del rimpatrio richiede la permanenza di un valido titolo espulsivo; in difetto, il trattenimento deve essere annullato.
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