Cassazione Penale, Sentenza n. 16839/2024 del 22/04/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale di L'Aquila non aveva convalidato l'arresto in flagranza compiuto dai Carabinieri il 3 dicembre 2023 per fatti verificatisi il 2 dicembre 2023, contestando che il Tribunale avesse utilizzato criteri tipici della fase dibattimentale (valutazione della gravità degli indizi e della responsabilità) anziché i limiti propri della convalida dell'arresto, risultando così errata la ricostruzione del fatto e la ricaduta nella fattispecie di minaccia (art. 612, secondo comma c.p.) invece che nell'ipotizzato tentato omicidio (artt. 56 e 575 c.p.).
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo ritenendolo assorbente: nel giudizio di convalida il Tribunale deve limitarsi a verificare la configurabilità astratta del reato contestato e la riconducibilità della condotta alla persona arrestata (controllo di ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria), senza procedere alla valutazione della gravità degli indizi o alla valutazione di responsabilità tipiche del merito. Sul punto la Corte ha ritenuto che le immagini di videosorveglianza (la persona che punta un coltello con lama di 24 cm al collo della vittima e viene impedita da un terzo) consentivano l'ipotesi del tentato omicidio e quindi legittimavano l'arresto. Perciò ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata.
Norme richiamate
Disciplina il ricorso del pubblico ministero avverso l'ordinanza di non convalida; la Corte ricorda i limiti del sindacato del giudice nella fase di convalida rispetto alla configurabilità del reato e all'attribuibilità all'arrestato
Regolamenta i motivi di cassazione denunciati dal ricorrente (errata applicazione di norme e vizio di motivazione)
Riferimento al tentativo di reato; la Corte considera configurabile il tentativo in base alle immagini acquisite
Norma sull'omicidio; la Corte valuta la riconducibilità astratta della condotta all'ipotesi di reato rilevante per la convalida (tentato omicidio)
Norma sulla minaccia: il Tribunale aveva ricondotto i fatti a questa fattispecie, ma la Corte ha ritenuto che le immagini consentivano invece l'ipotesi del tentato omicidio
artt. 380 e 381 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione ai reati che possono fondare lo stato di flagranza e alla valutazione della loro ipotizzabilità nella convalida
Richiamato tra i termini procedurali che il giudice di convalida deve osservare; la Corte sottolinea il controllo procedurale e di ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria
Altro riferimento ai termini procedurali connessi all'arresto e alla sua convalida
Richiamata esclusivamente in relazione alla modalità di deposito della requisitoria scritta del Pubblico ministero
Massime di principio
- Nel giudizio di convalida dell'arresto il giudice deve limitarsi a verificare la configurabilità astratta del reato contestato e la riconducibilità della condotta all'arrestato, senza svolgere valutazioni tipiche della fase di merito (gravità indiziaria o responsabilità).
- Le immagini video che documentano l'impugnare o puntare un'arma contundente o da taglio in modo idoneo a infliggere lesioni gravi possono, di per sé, giustificare la convalida dell'arresto per reati anche gravi (es. tentato omicidio) se idonee a mostrare la capacità offensiva e l'idoneità della condotta.
- Se il pubblico ministero impugna l'ordinanza di non convalida, la cassazione può annullare senza rinvio quando il riesame coinvolgerebbe soltanto una verifica su una fase perente e finalizzata a giudicare la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria, nullificando un provvedimento privo di effetti utili del rinvio.
- Occorre distinguere nettamente la fase di convalida (controllo di legittimità e di ragionevolezza dell'arresto) dalla fase cautelare e dal merito; valutazioni sulle esigenze cautelari o sulla colpevolezza sono riservate alle fasi successive.
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