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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42879/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione contro la conferma della condanna per furto aggravato dalla destrezza; il ricorrente deduce l'erronea applicazione dell'art. 625 n.4 c.p., sostenendo che non fosse presente il "quid pluris" richiesto per l'aggravante della destrezza (richiamando la sentenza delle Sezioni Unite n. 34090/2017): secondo il ricorrente l'azione era un mero approfittamento di una situazione di disattenzione senza un comportamento abilmente idoneo a sorprendere o eludere la sorveglianza della vittima.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, ritenendo corretta l'applicazione dell'aggravante della destrezza. La Corte ha richiamato e interpretato il principio delle Sezioni Unite: l'aggravante richiede che l'agente ponga in essere una condotta caratterizzata da abilità, astuzia o avvedutezza idonea a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore; non basta il mero sfruttamento di una disattenzione non provocata dall'agente, ma è sufficiente che l'azione sia agevolata dall'abilità dell'autore, come nel caso in cui il gesto fulmineo sorprenda la vittima (qui la vittima ha reagito inseguendo solo dopo che il fatto era stato consumato). Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, essendo l'inammissibilità determinata da profili di colpa nell'atto impugnatorio.

Norme richiamate

  • art. 625 n.4 cod. pen.

    L'aggravante della destrezza è applicabile quando l'agente, prima o durante l'impossessamento, adotta una condotta caratterizzata da abilità, astuzia o avvedutezza idonea a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore; non si applica per il solo approfittamento di una situazione di disattenzione non provocata dall'agente

  • Sez. U., sent. n. 34090 del 27/04/2017 (Rv. 270088)

    Precisa il criterio di valutazione della 'destrezza': è necessario un quid pluris consistente in una condotta abilmente mirata a sorprendere la vittima; il mero sfruttamento di circostanze favorevoli create indipendentemente dall'agente non è sufficiente

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. con legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Consente, nelle condizioni previste, il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti con conclusioni scritte; qui il ricorso è stato trattato ai sensi di tale disposizione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese per il ricorrente e, in presenza di inammissibilità dovuta a profili di colpa, il versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende; applicata per determinare il pagamento di Euro 3.000,00

Massime di principio

  • L'aggravante della destrezza richiede sempre la presenza di un quid pluris: una condotta abilmente diretta a sorprendere, eludere o attenuare la vigilanza della vittima; non basta il semplice approfittare di una distrazione non provocata
  • Quando il fatto è posto in essere con un gesto fulmineo o con abilità tali da sorprendere la vittima (che reagisce solo dopo), è possibile ritenere integrata la destrezza
  • Nel proporre ricorso avverso l'applicazione di un'aggravante è necessario dimostrare, con argomentazioni e fatti, l'assenza del quid pluris; argomenti meramente formali o manifestamente incompatibili con i fatti possono essere dichiarati inammissibili
  • L'inammissibilità per manifesta infondatezza, se dovuta a profili di colpa del ricorrente, può comportare sanzioni economiche aggiuntive (es. pagamento alla Cassa delle ammende) oltre alle spese processuali
  • In sede di interpretazione dei fatti, i giudici confronteranno la dinamica concreta (es. reazione della vittima, rapidità del gesto, modalità del prelievo) con il paradigma definito dalle Sezioni Unite per stabilire l'esistenza o meno della destrezza

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