Cassazione Penale, Sentenza n. 42606/2022 del 10/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in cassazione avverso la conferma di condanna per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 d.lgs. 74/2000). Il ricorrente ha dedotto che la fattura contestata era stata emessa alla società Itacos s.r.l. prima dell'assorbimento di quest'ultima da parte di Igeb s.r.l., per cui Piccolo sarebbe rimasto estraneo all'operazione; ha inoltre rilevato che la Commissione Tributaria aveva ritenuto l'operazione effettiva e che la Corte territoriale non avrebbe valutato adeguatamente l'elemento soggettivo (dolo) né le prove a favore dell'effettività dell'operazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il dolo del reato di dichiarazione fraudolenta possa consistere anche in dolo eventuale e che la Corte d'appello abbia fornito motivazione adeguata per inferire la fittizietà della fattura e la responsabilità del ricorrente, almeno a titolo di dolo eventuale. La Corte d'appello ha valorizzato anomalie documentali (documento di trasporto carente, materiale eccentrico e sproporzionato, mancanza di prova del pagamento, società emittente priva di operatività) tali da legittimare la valutazione di inesistenza dell'operazione e dell'accettazione del rischio evasivo da parte del legale rappresentante che ha presentato e sottoscritto la dichiarazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la decisione di merito è rimasta efficace; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti richiede la finalità evasiva ma questa può essere realizzata anche mediante dolo eventuale; il dolo specifico deve sussistere al momento della presentazione della dichiarazione
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Richiamata quale criterio di censura per vizio di motivazione e violazione di legge, ma la Corte ha ritenuto inammissibili le censure che in realtà proponevano diversa valutazione delle prove
Massime di principio
- La responsabilità per dichiarazione fraudolenta può sussistere anche quando il dolo è configurato come dolo eventuale: è sufficiente l'accettazione del rischio che l'inserimento di fatture inesistenti nella dichiarazione produca evasione
- Il momento rilevante per valutare il dolo è la presentazione della dichiarazione che contiene gli elementi passivi fittizi, non l'annotazione contabile antecedente
- Il legale rappresentante che firma la dichiarazione può essere ritenuto responsabile se emergono elementi che rendono conoscibile o conoscibile, mediante diligente verifica, la fittizietà delle poste (assenza di prova di pagamento, anomalie nei documenti di trasporto, incongruità della merce, operatività del fornitore)
- Le valutazioni della Commissione Tributaria possono essere valorizzate ma non sono vincolanti per il giudice penale se il giudice penale trova elementi probatori che contraddicono l'effettività dell'operazione
- Per difendersi efficacemente in casi simili è necessario documentare con prove concrete (documentazione bancaria del pagamento, contratti, documenti di trasporto completi, elementi che dimostrino l'operatività del fornitore) la corrispondenza temporale e sostanziale tra operazione e intestatario della fattura
- In sede di impugnazione è importante non limitarsi a contestare in termini generici la motivazione, ma indicare specificamente quali elementi probatori il giudice non ha valutato o ha valutato erroneamente, con riferimento al dolo e alla concreta effettività dell'operazione
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