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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2872/2022 del 25/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che disponeva il sequestro conservativo della Jeep Gran Cherokee (targa EW974CC) formalmente intestata a Chierighin, deducendo: (1) violazione di legge perché il bene sarebbe stato acquistato nel gennaio 2017, prima dei fatti di reato, sicché mancherebbero i presupposti per il sequestro ai sensi dell'art. 193 c.p.; (2) vizio di motivazione per omissione e incoerenza circa la valutazione della "malafede" del ricorrente, contestando la valutazione che il mezzo fosse nella disponibilità di Rabita e che la vendita fosse peraltro fondata su una dichiarazione falsa oggetto di querela dal ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali sia ammesso solo per "violazione di legge" ai sensi dell'art. 325 c.p.p., escludendo la sindacabilità dell'illogicità o del vizio motivazionale in questa sede. Sul merito la Corte ha confermato che non sussiste violazione di legge: i giudici di merito hanno motivato adeguatamente la sussistenza di elementi che facevano ritenere il bene nella sfera di disponibilità di Rabita (uti dominus) e la posteriorità dei trasferimenti rispetto ai reati, richiamando la presunzione di frode ex art. 193 c.p. e la giurisprudenza che considera irrilevante la mera intestazione formale. Perciò il sequestro è stato ritenuto legittimo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • D.L. n.137/2020, art. 23, co. 8

    Richiamata solo in relazione alle conclusioni scritte formulate dal Sostituto Procuratore Generale; non centrale per la decisione sul merito del ricorso.

  • cod. proc. pen., art. 325, comma 1

    Stabilisce che il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è ammesso soltanto per "violazione di legge": da ciò deriva l'inammissibilità delle doglianze di illogicità motivazionale non riconducibili a violazioni di norme processuali.

  • cod. proc. pen., art. 606, lett. e)

    Norma che disciplina il motivo di ricorso per "illogicità della motivazione": la Corte richiama la distinzione tra vizio di motivazione e violazione di legge, ritenendo che l'illogicità manifesto non sia sindacabile quando la cassazione è limitata alla sola violazione di legge.

  • cod. proc. pen., art. 316

    Articolo richiamato nella disamina dei presupposti del sequestro conservativo: la Corte sottolinea che ai fini del sequestro non rileva la solo intestazione formale, ma la disponibilità del bene da parte dell'imputato (concetto di beni dell'imputato).

  • cod. pen., art. 192

    Richiamato come fondamento della disciplina che considera inefficaci, rispetto a crediti derivanti da reato, gli atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole dopo il reato; il ragionamento è posto a supporto della possibilità di sindacare trasferimenti di beni successivi al reato.

  • cod. pen., art. 193

    Prevede la presunzione di frode (revocatoria penale) in caso di alienazioni a titolo oneroso in danno dei creditori terzi; la Corte ha ritenuto che l'accertamento della sussistenza degli elementi di "revocabilità" sia compito del giudice di merito e che nel caso fosse stato adeguatamente svolto.

  • cod. pen. (riferimento all'art. 189, abrogato)

    Richiamato storicamente nel ragionamento: la Corte spiega che il rinvio del codice a precedenti norme va letto alla luce dell'attuale disciplina (art. 316 c.p.p.) e della giurisprudenza che tutela i creditori danneggiati dal reato.

  • cod. proc. pen., art. 616

    Norma applicata ex art. 616 c.p.p. per la conseguenza della declaratoria d'inammissibilità: condanna alle spese e alla somma alla Cassa delle Ammende per la responsabilità del ricorrente.

Massime di principio

  • In Cassazione i ricorsi avverso misure cautelari reali sono ammessi solo per "violazione di legge": le critiche di mera illogicità o apprezzamento dei fatti sono inammissibili se non configurano mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente.
  • Per il sequestro conservativo non conta la sola intestazione formale del bene: è rilevante la disponibilità effettiva (uti dominus) dell'imputato e la valutazione di eventuali trasferimenti successivi al reato sulla base della presunzione di frode prevista dall'art. 193 c.p.
  • Se si contesta la buona fede dell'acquirente o la tempestività dell'acquisto (ante/post reato), occorre fornire elementi idonei a dimostrare una violazione di legge o l'assenza totale di motivazione nel provvedimento, non una semplice diversa interpretazione dei fatti.
  • I giudici di merito devono effettuare un rigoroso accertamento sulla sussistenza degli elementi che rendono revocabile l'atto (es. posteriorità del trasferimento rispetto al reato, comportamento del cedente e dell'acquirente); la Cassazione controlla principalmente la correttezza giuridica e la presenza minima di motivazione.
  • Chi propone ricorso cassazionale in materia cautelare reale rischia, in caso di inammissibilità ritenuta colpevole, la condanna alle spese e il pagamento di somme alla Cassa delle Ammende; pertanto valutare attentamente la fondatezza giuridica prima di proporre ricorso.

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