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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17494/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 10/03/2021 che aveva respinto la richiesta di misure alternative (affidamento in prova al servizio sociale o detenzione domiciliare) da scontarsi in Francia ai sensi del d.lgs. 15/02/2016 n. 38 ovvero delle misure alternative previste dagli artt. 47 e 47-ter 1-bis Ord. pen., per la pena residua di anni 2, mesi 2 e giorni 20. Il ricorrente ha dedotto: nullità e difetto di motivazione per mancata valutazione della possibilità di eseguire la misura in Francia e del suo legame familiare e lavorativo lì (primo motivo, art. 606 c.p.p. lett. b)); erronea valutazione dei fatti e contraddittorietà della motivazione, contestando l'attribuzione di collegamenti con criminalità organizzata, l'asserita irregolare maturazione della volontà di recupero, la minimizzazione dei reati e la non prossimità del fine pena (secondo motivo, art. 606 c.p.p. lett. b) ed e)); vizio di motivazione sul rischio concreto di recidiva e sulla presunta necessità di una completa revisione critica del passato (terzo motivo).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale di sorveglianza logica e congrua: il reato contestato (riciclaggio di autovetture e motoveicoli) è grave e commesso in un contesto di criminalità organizzata; manca una completa revisione critica del passato da parte del detenuto; sussiste rischio di recidiva connesso all'attività lavorativa svolta nello stesso settore (rivenditore di auto usate); è incerta la maturazione di una volontà stabile di rispetto delle regole, ritenuta talvolta "strumentale alla scarcerazione"; il fine pena non è prossimo e non sono stati fruiti permessi premio. Richiamata la giurisprudenza consolidata, la Corte ha osservato che non è richiesta la prova di una completa revisione critica del passato ma almeno l'avvio di tale processo e la presenza di elementi positivi per un giudizio prognostico favorevole, elementi che qui risultano mancanti salvo il legame familiare. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 38

    Norma di recepimento per l'esecuzione della decisione quadro n. 2008/947/GAI relativa al trasferimento dell'esecuzione di misure alternative in altro Stato membro; il Tribunale ha considerato la possibilità di esecuzione in Francia ma ritenuto non determinante rispetto alle questioni di merito (valutazione prognostica sulla pericolosità e sulla revisione critica del passato).

  • art. 47 Ord. pen. (I. 26 luglio 1975, n. 354)

    Disciplina dell'affidamento in prova al servizio sociale e delle misure alternative in generale; la Corte ha applicato i criteri di giudizio prognostico previsti, valutando la gravità del reato, la revisione critica del passato, il pericolo di recidiva e gli elementi positivi necessari per l'accesso alla misura alternativa.

  • art. 47-ter 1-bis Ord. pen. (I. n. 354/1975)

    Norma relativa alla detenzione domiciliare e suoi limiti; richiamata nell'ambito della valutazione delle misure alternative e dell'eventuale esecuzione in altro Stato.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (lett. b) ed e) richiamate dal ricorrente); la Corte ha ritenuto infondati i rilievi di nullità e di vizio di motivazione prospettati.

  • Cass. Sez. 1, n. 773 del 3/12/2014

    Giurisprudenza richiamata per principio secondo cui non è richiesta la prova di una completa revisione critica del passato; è sufficiente che risulti avviato tale processo critico dall'osservazione della personalità.

  • Cass. Sez. 1, n. 1410 del 30/10/2019

    Ulteriore conferma giurisprudenziale sui criteri prognostici e sulla non assoluta prevalenza della gravità del reato o dei precedenti come unico fattore decisivo negativo.

  • Cass. Sez. 1, n. 4390 del 20/12/2019

    Richiama la necessità di elementi positivi che consentano un giudizio prognostico favorevole e di prevenzione del pericolo di recidiva; assenza di tali elementi può giustificare il rigetto.

Massime di principio

  • La richiesta di esecuzione di misure alternative in altro Stato (ex d.lgs. n. 38/2016) deve essere valutata, ma non è decisiva se permangono ragioni sostanziali che impediscono l'accesso alle misure alternative in base ai criteri di diritto interno.
  • Per l'accesso alle misure alternative non è necessario dimostrare una completa revisione critica del passato; è però richiesto che emerga almeno l'avvio di tale processo e la presenza di elementi positivi che rendano plausibile il contenimento del rischio di recidiva.
  • La gravità del reato e il contesto di commissione (es. collegamenti con criminalità organizzata) restano fattori rilevanti nella valutazione prognostica, ma non possono da soli determinare negativamente la decisione se sussistono elementi positivi di recupero.
  • L'attività lavorativa svolta nel medesimo settore connesso al reato può essere valutata come fattore di rischio di recidiva se alimenta la stessa condotta illecita; non tutte le attività lavorative sono automaticamente favorevoli al giudizio prognostico.
  • La prossimità del fine pena, l'uso di permessi premio e la condotta carceraria sono elementi fattuali che incidono significativamente sulla valutazione della possibilità di misure alternative.
  • Il ricorrente ha l'onere di fornire elementi concreti e coerenti che dimostrino il cambiamento di vita e il contenimento del pericolo sociale; i soli legami familiari, se non accompagnati da altri elementi positivi, possono risultare insufficienti.

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