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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34521/2025 del 23/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello di Napoli che aveva confermato la condanna di primo grado per il delitto di detenzione, al fine di metterle in circolazione, di banconote contraffatte. Con l'unico motivo deduceva violazione di legge in relazione alla ritenuta responsabilità penale e sosteneva l'assenza dell'elemento soggettivo, oltre a contestare l'inattendibilità delle dichiarazioni rese e, in sostanza, la tenuta della motivazione sulla ricostruzione dei fatti e sul dolo. È stata inoltre depositata una memoria difensiva successiva, con cui si chiedeva di rivedere la valutazione di inammissibilità del ricorso, ma la Corte l'ha ritenuta tardiva ai sensi dell'art. 611, comma 1, c.p.p. e comunque non decisiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il motivo riproponeva censure già esaminate e disattese dalla Corte territoriale con argomenti giuridici corretti; la versione dei fatti prospettata dall'imputato era stata ritenuta non plausibile con motivazione logica. Quanto al dolo, la motivazione della sentenza impugnata è stata ritenuta adeguata e conforme ai principi di diritto elaborati dalla Cassazione, che consentono di desumere il dolo specifico da elementi sintomatici, tra cui il difetto di indicazioni sulla provenienza delle banconote e l'assenza di un diverso lecito fine della detenzione. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 455 c.p.

    La detenzione di banconote contraffatte al fine di metterle in circolazione richiede il dolo specifico, desumibile anche da elementi sintomatici e convergenti, purché la valutazione sia logicamente motivata.

  • art. 611, comma 1, c.p.p.

    La memoria depositata oltre il termine previsto è tardiva e non può incidere sulla decisione; in ogni caso deve avere carattere decisivo per essere valorizzata.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il motivo di ricorso che si limiti a riprodurre censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, quando la sentenza impugnata abbia fornito una motivazione giuridicamente corretta e logica.
  • In tema di detenzione di banconote contraffatte al fine di metterle in circolazione, il dolo specifico può essere ricavato da elementi indiziari sintomatici, quali l'assenza di indicazioni sulla provenienza del denaro falso e la mancanza di un diverso lecito scopo della detenzione.
  • La censura sull'elemento soggettivo non è accoglibile se la motivazione di merito dà conto in modo coerente delle ragioni per cui l'agente aveva la consapevolezza e la finalità richieste dalla fattispecie.
  • Le memorie depositate oltre il termine di legge nel procedimento di cassazione non sono utili a superare l'inammissibilità del ricorso, se non presentano decisività rispetto alle ragioni già poste a base della decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
SottomaterieFalsità ideologica
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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