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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34519/2025 del 23/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello di Catanzaro che, in parziale riforma della decisione del Tribunale di Castrovillari, aveva dichiarato non doversi procedere nei suoi confronti per il reato di furto, confermando però le statuizioni civili in favore della parte civile. I motivi dedotti sono due: 1) vizio di motivazione, travisamento della prova, insussistenza del fatto e/o insufficienza della prova; 2) violazione degli artt. 624 e 647 c.p. La Corte di cassazione rileva che il primo motivo si risolve in doglianze di merito non consentite in sede di legittimità e ripropone censure già esaminate e disattese dai giudici di merito; il secondo è ritenuto manifestamente infondato, perché dalla ricostruzione dei fatti emergeva la consapevolezza dell'imputato circa il legittimo possessore del portafogli trafugato. La parte civile deposita conclusioni scritte chiedendo l'inammissibilità o il rigetto del ricorso, ma senza apportare un effettivo contributo difensivo sui motivi specifici.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Quanto alla parte civile, applicando il principio delle Sezioni Unite richiamato in motivazione, esclude la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità perché la stessa non ha svolto una reale attività argomentativa a contrasto dei motivi di ricorso, limitandosi a chiedere la declaratoria di inammissibilità o il rigetto con vittoria di spese.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    È richiamato come norma incriminatrice del furto; la Corte non rivede il merito della ricostruzione fattuale, ma rileva che la consapevolezza del possessore legittimo del portafogli esclude le censure difensive sul fatto contestato.

  • art. 647 c.p.

    È evocato dal ricorrente nei motivi di ricorso, ma la Corte ne dichiara la dedotta violazione manifestamente infondata sulla base della ricostruzione di merito.

  • Sez. U, n. 877 del 14/07/2022, dep. 2023, Sacchettino Ciro

    È richiamata per il principio secondo cui la parte civile non ha diritto alla liquidazione delle spese in cassazione se non ha offerto un effettivo contributo difensivo sui motivi di impugnazione.

  • Sez. U, n. 5466 del 28/01/2004, Gallo

    È richiamata in senso conforme al principio sulla liquidazione delle spese alla parte civile in sede di legittimità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili doglianze che mirano a ottenere una nuova valutazione del merito, quando esse si risolvono in contestazioni di fatto o nella riproposizione di censure già esaminate e motivatamente disattese dal giudice di merito.
  • Il motivo di ricorso è manifestamente infondato quando la ricostruzione fattuale compiuta nei gradi di merito consente di affermare con chiarezza l'elemento soggettivo incompatibile con la tesi difensiva, come la consapevolezza del legittimo possessore del bene sottratto in un'ipotesi di furto.
  • La parte civile non ha diritto alla liquidazione delle spese del giudizio di cassazione se si limita a chiedere l'inammissibilità o il rigetto del ricorso senza svolgere un concreto e specifico apporto difensivo sui motivi di impugnazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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