Cassazione Penale, Sentenza n. 49501/2023 del 13/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di assoluzione della Corte d'Appello di Napoli per contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione; ha contestato che i giudici di merito avessero ritenuto insufficiente, per la condanna, il rinvenimento di un'impronta palmare dell'imputato sull'autovettura da cui erano state sottratte quattro ruote. Il PG ha sostenuto che la Corte territoriale avrebbe erroneamente indicato il luogo del rinvenimento dell'impronta (parte alta del paraurti anteriore sinistro) mentre dagli atti tecnici risultava essere il passaruota posteriore sinistro, punto non facilmente accessibile; ha richiamato anche una precedente pronuncia della Cassazione (n. 547/22) che riteneva difficile ipotizzare un contatto accidentale in corrispondenza del passaruota. Ha chiesto l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio.
La decisione
La Corte di legittimità ha respinto il ricorso del Procuratore Generale ritenendolo infondato. Ha rilevato che l'imprecisione descrittiva sulla collocazione esatta dell'impronta non è rilevante: l'impronta era comunque in corrispondenza del passaruota e la Corte d'Appello ha ritenuto, con motivazione logica e coerente, che il punto non fosse nascosto o inaccessibile al punto da escludere un contatto occasionale. Inoltre i giudici del merito hanno valorizzato l'unicità dell'impronta e l'impossibilità di datarla con certezza, elementi che hanno impedito di ritenere provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la responsabilità penale dell'imputato. La Cassazione ha inoltre ricordato la differenza fra il parametro di gravità indiziaria (rilevante per le misure cautelari) e la prova richiesta per una condanna in giudizio, e ha escluso di poter rivedere la valutazione di merito trasformandosi in giudice del fatto.
Norme richiamate
Articolo richiamato nella imputazione originaria (ricettazione o reato connesso alla sottrazione di parti del veicolo); la sentenza di merito ha poi riqualificato l'imputazione
artt. 624 e 625, n. 2 e 7 cod. pen.
Norme cui è stata riconducibile la fattispecie nella riqualificazione operata in primo grado (furto e relative aggravanti)
art. 173, co. 1, disp. att., cod. proc. pen.
Limite alla esposizione del motivo nel ricorso per cassazione; il PG ha enunciato il motivo nei limiti richiesti dalla norma
Sentenza Corte di Cassazione n. 547/22 (5/5/2022)
Giurisprudenza richiamata che aveva osservato come sia difficile ritenere possibile un contatto accidentale sul punto basso dell'autovettura (passaruota), considerazione che il PG ha usato per criticare la decisione della Corte d'Appello
Massime di principio
- Una singola impronta palmare isolata, senza ulteriori elementi correlati, può non essere sufficiente a provare la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio
- La collocazione dell'impronta sulla vettura è rilevante: impronte in punti nascosti o difficilmente accessibili hanno maggiore valore probatorio rispetto a impronte in punti di contatto abituali
- L'impossibilità di datare con precisione un'impronta indebolisce il nesso temporale con il fatto criminoso e riduce il suo valore probatorio
- Esiste una differenza tra il livello di indizi richiesto per misure cautelari (gravità indiziaria) e il livello di prova richiesto per una condanna (oltre ogni ragionevole dubbio); decisioni cautelari e di merito possono giungere a conclusioni diverse
- La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice del merito per una rivalutazione degli elementi di fatto: l'impugnazione per cassazione è ammissibile solo se sussistono vizi di diritto o motivazioni contraddittorie/illogiche
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