Cassazione Penale, Sentenza n. 41216/2025 del 23/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione del decreto del 20/02/2025 con cui il Magistrato di sorveglianza di Salerno ha dichiarato inammissibile, ex art. 35-ter Ord. pen., l'istanza presentata il 14/02/2024 da Vernillo per il riconoscimento di una riduzione della pena (o liberazione anticipata a titolo di risarcimento) per presunta violazione dell'art. 3 CEDU derivante da condizioni detentive degradanti e sovraffollamento nelle carceri di Salerno, Avellino e Benevento; il decreto ha ritenuto carente la specificazione del pregiudizio sofferto nei singoli istituti
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso (annullamento) e ha disposto il rinvio al Magistrato di sorveglianza di Salerno per un nuovo esame dell'istanza. La Corte ha ritenuto che l'istanza del 14/02/2024 conteneva gli elementi essenziali (periodi di detenzione, istituti, condizioni di vita lamentate) tali da non giustificare una declaratoria de plano di inammissibilità e ha affermato che, in generale, per l'ammissibilità dell'istanza ex art. 35-ter è sufficiente l'indicazione dei periodi di detenzione, degli istituti e delle specifiche condizioni detentive; spetta poi al magistrato di sorveglianza svolgere gli accertamenti necessari, avvalendosi dei poteri istruttori e chiedendo informazioni all'Amministrazione penitenziaria, decidendo nel contraddittorio secondo art. 35-bis
Norme richiamate
art. 35-ter Ordinamento penitenziario
L'azione prevista ha natura essenzialmente compensativa; per l'ammissibilità non è richiesta l'indicazione precisa e completa di tutti gli elementi probatori, ma l'indicazione dei periodi di detenzione, degli istituti e delle condizioni detentive in relazione alle quali si deduce la violazione dell'art. 3 CEDU
art. 35-bis Ordinamento penitenziario
Disciplina le impugnazioni: il reclamo avverso decisioni di merito del magistrato di sorveglianza è regolato in modo da garantire il controllo di merito; la declaratoria di inammissibilità dell'ufficio di sorveglianza è sindacabile in cassazione
art. 666 cod. proc. pen. (comma 2 e comma 5 richiamati)
Consente la declaratoria di inammissibilità de plano solo quando l'assenza dei presupposti è evidente ictu oculi e non richiede accertamenti cognitivi; rimanda ai limiti del sindacato e alla necessità di non estendere il controllo meramente formale quando occorrono valutazioni nel merito
art. 665 cod. proc. pen. (comma 5)
Attribuisce al magistrato di sorveglianza ampi poteri istruttori e la possibilità di svolgere accertamenti d'ufficio, anche attingendo informazioni dall'Amministrazione penitenziaria, per verificare le condizioni di detenzione denunciate
Richiamato come fonte dei poteri di indagine e cooperazione con le Autorità competenti per acquisire elementi necessari all'istruttoria (come previsto dal pronunciamento della Corte)
art. 3 CEDU (Convenzione europea dei diritti dell'Uomo)
Fondamento sostanziale della domanda: vieta trattamenti inumani o degradanti; la Corte EDU richiede rimedi domestici accessibili ed effettivi per porre fine e riparare violazioni derivate da condizioni detentive
Massime di principio
- Per l'ammissibilità di un'istanza ex art. 35-ter non è necessario produrre completa prova o una descrizione esaustiva: è sufficiente indicare i periodi di detenzione, gli istituti interessati e le condizioni detentive contestate
- La declaratoria di inammissibilità de plano è ammissibile solo quando manca ictu oculi ogni requisito di legge e non sono necessari accertamenti di merito; la genericità non basta da sola per dichiarare inammissibile se la richiesta consente l'avvio di un'istruttoria
- Spetta al magistrato di sorveglianza svolgere accertamenti istruttori (anche d'ufficio) e acquisire informazioni dall'Amministrazione penitenziaria per verificare la fondatezza dell'istanza; quindi la domanda deve indicare gli elementi essenziali ma non provare in prima battuta ogni aspetto
- La finalità dell'azione ex art. 35-ter è compensativa/effettiva: l'interpretazione delle norme va orientata a massimizzare l'accesso del detenuto al rimedio e la sua effettività, come sollecitato dalla Corte EDU
- Proceduralmente, un provvedimento di inammissibilità del magistrato di sorveglianza può essere impugnato con ricorso per cassazione e, se il reclamo è presentato al tribunale di sorveglianza, può essere trasmesso alla Corte di legittimità per controllo straordinario
- Per chi presenta l'istanza: indicare chiaramente il petitum e la causa petendi (periodi, istituti, sintesi delle condizioni contestate) e, se possibile, elementi che facilitino le verifiche (date, testimoni, documenti), pur restando l'onere probatorio approfondito a carico dell'istruttoria
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