Cassazione Penale, Sentenza n. 25030/2022 del 30/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) presunta violazione di norme processuali per il mancato riconoscimento del legittimo impedimento a comparire e mancati accertamenti del Tribunale; 2) presunta violazione degli artt. 337, comma 3, e 529 c.p.p. con dedotta improcedibilità dell'azione penale perché la querela sarebbe stata proposta da soggetto non legittimato (si contesta che il ricorrente fosse ancora liquidatore); 3) vizio della motivazione e inversione dell'onere probatorio, violazione del criterio del ragionevole dubbio e richiesta di diversa lettura degli elementi probatori relativi a spostamenti patrimoniali; 4) violazione di legge sull'applicazione dell'aggravante del danno di rilevante gravità in caso di reato continuato (si sostiene che il danno debba essere valutato per ogni singola azione e non complessivamente).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto i motivi carenti di specificità e, in più punti, inammissibili o infondati: il primo motivo (legittimo impedimento) non era stato oggetto di appello ed è generico; il secondo è infondato perché la Corte d'appello ha accertato che la querela fu proposta dal liquidatore pro-tempore (Ludovico Roberta) e la semplice indicazione della legale rappresentanza è sufficiente per la validità della querela fino a prova contraria; il terzo è inammissibile perché la Cassazione non può riesaminare il merito probatorio né sostituirsi al giudice del merito, soprattutto alla luce della doppia conforme (tribunale e corte d'appello) che ha confermato la responsabilità; il quarto è infondato perché, nella fattispecie di reato continuato nei confronti di un'unica persona offesa, la valutazione dell'aggravante del danno di rilevante gravità può essere fatta sul danno complessivo arrecato alla medesima vittima. Non è stata ritenuta necessaria la rimessione alle Sezioni Unite.
Norme richiamate
Norma che disciplina il reato di appropriazione indebita, ossia il fatto materiale per cui l'imputato è stato giudicato responsabile.
Aggravante del 'danno di rilevante gravità'. Nella sentenza è interpretata nel senso che, in caso di reato continuato nei confronti di una sola persona offesa, il danno va valutato nella sua dimensione complessiva e non necessariamente episodio per episodio.
Ulteriore circostanza aggravante richiamata nel capo di imputazione; la sentenza la menziona nell'ambito della contestazione e della quantificazione della pena.
Disciplina della continuazione tra reati; richiamato per la valutazione unitaria delle condotte e del danno nel caso di reato continuato.
Regole sulle formalità della querela e sui poteri di rappresentanza: la Corte ha ritenuto sufficiente la dichiarazione della legale rappresentanza per considerare valida la querela proposta dal liquidatore pro-tempore, salvo prova contraria.
Norma richiamata in relazione all'improcedibilità; la Corte ha ritenuto infondato il rilievo di improcedibilità in quanto la querela è stata riterrmata valida.
Richiamato per il principio dell'irrevocabilità dell'ordinanza di rigetto relativo a questioni non tempestivamente impugnate: il mancato sollevamento dell'eccezione in appello ha reso inammissibile il rilievo in cassazione.
art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.
Causa di cassazione relativa al vizio motivazionale: la Corte ha ritenuto che non ricorra qui un vizio di motivazione impeditivo, anche in considerazione della doppia conforme tra primo e secondo grado.
art. 192, 546 e 533 cod. proc. pen.
Richiamati dalla difesa con riferimento all'onere della prova e ai criteri probatori; la Corte ha ritenuto che tali doglianze implichino una riconsiderazione del merito probatorio che la Cassazione non può compiere.
Massime di principio
- In cassazione ogni motivo deve essere specifico e confrontarsi puntualmente con la motivazione del giudice di merito: la genericità o la mancata correlazione tra censure e motivi della sentenza comportano l'infondatezza o l'inammissibilità.
- Non possono essere sollevate in cassazione questioni che non siano state tempestivamente dedotte nei precedenti gradi (ad es. questioni non presentate in appello) salvo casi particolari; l'omessa impugnazione in appello può renderle irrevocabili.
- La Cassazione non è sede per la rivalutazione del merito probatorio: le doglianze che chiedono una diversa lettura delle prove sono, di regola, inammissibili se non sono poste questioni di diritto rilevanti.
- La mera indicazione della legale rappresentanza o di qualità di liquidatore nella denuncia/querela è normalmente ritenuta sufficiente per la legittimazione a proporre la querela, salvo prova contraria che dimostri l'assenza di poteri di rappresentanza.
- In caso di reato continuato commesso sempre contro la stessa persona offesa, l'aggravante del 'danno di rilevante gravità' può essere valutata con riferimento al danno complessivo arrecato alla singola vittima, conformandosi all'orientamento giurisprudenziale maggioritario.
- Per ottenere la rimessione alle Sezioni Unite occorre dimostrare un contrasto giurisprudenziale effettivo e radicato su questioni di diritto; l'esistenza di orientamenti maggioritari coerenti rende in genere non necessaria la rimessione.
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