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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00078/2025 del 02/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il soggetto interessato ha impugnato per cassazione l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Genova che aveva respinto il reclamo contro il provvedimento del Magistrato di Sorveglianza con cui era stata disposta l'espulsione dal territorio dello Stato come misura alternativa alla pena residua detentiva. Nel ricorso veniva dedotta, in sostanza, l'omessa valutazione dell'attualità della pericolosità sociale del ricorrente. Nel corso del giudizio di legittimità è però emerso che il fine pena era già decorso e che l'interessato era stato scarcerato per espiazione della pena in data anteriore alla decisione. La Corte ha rilevato che, per effetto dell'avvenuta espiazione, era sopravvenuta la carenza di interesse all'impugnazione; ha inoltre osservato che, comunque, la censura sulla pericolosità sociale era incongrua rispetto alla natura dell'espulsione prevista dall'art. 16 D.Lgs. 286/1998, qualificata come sanzione alternativa alla detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che la pena detentiva era già stata espiata prima della decisione e che, quindi, non persisteva un interesse attuale e concreto all'impugnazione ai sensi dell'art. 568, comma 4, c.p.p. Ha precisato che, trattandosi di inammissibilità per carenza sopravvenuta di interesse, non seguono né la condanna alle spese processuali né la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende. Ha aggiunto, solo ad abundantiam, che il ricorso era comunque manifestamente infondato perché l'espulsione ex art. 16 D.Lgs. 286/1998 è una sanzione alternativa alla detenzione.

Norme richiamate

  • art. 568, comma 4, c.p.p.

    L'interesse a impugnare è condizione di ammissibilità del ricorso e va valutato in chiave utilitaristica, ossia come possibilità di rimuovere uno svantaggio e ottenere un risultato più favorevole rispetto alla decisione impugnata.

  • art. 591, comma 1, lett. a), c.p.p.

    Il ricorso è dichiarato inammissibile quando manca l'interesse all'impugnazione, anche per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 16 D.Lgs. 286/1998

    L'espulsione richiamata nel provvedimento è qualificata come sanzione alternativa alla detenzione, non come misura che richieda la persistente attualità della pericolosità sociale nei termini prospettati dal ricorrente.

Massime di principio

  • L'interesse ad impugnare deve sussistere al momento della decisione e deve essere concreto e attuale; se la situazione di fatto o di diritto sopravvenuta rende inutile la decisione favorevole richiesta, il ricorso diventa inammissibile per carenza sopravvenuta di interesse.
  • Quando la pena detentiva è stata integralmente espiata prima della decisione sull'impugnazione, viene meno l'utilità pratica dell'annullamento del provvedimento impugnato, salvo che residui un concreto vantaggio giuridico ancora perseguibile.
  • Nei giudizi di legittimità avverso provvedimenti in materia di espulsione quale sanzione alternativa alla detenzione, la doglianza centrata sull'attualità della pericolosità sociale può risultare incongrua se il motivo non incide più su una misura ormai priva di utilità concreta per l'impugnante.
  • L'inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse esclude la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniReati ostativi
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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