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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50843/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Luppino aveva chiesto l'autorizzazione a colloquiare con il coimputato Matteo Messina Denaro, detenuto al regime speciale dell'art. 41-bis, per effettuare investigazioni difensive a riscontro delle dichiarazioni rese da Luppino. Il GIP aveva rigettato la richiesta ritenendo che, nel regime 41-bis, i colloqui con detenuti siano consentiti solo con familiari o conviventi; Luppino ha impugnato sostenendo la prevalenza del diritto di difesa disciplinato dall'art. 391-bis c.p.p. e deducendo violazione di legge e carenze motivazionali

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché successivamente alla proposizione del ricorso è deceduto il soggetto con il quale si chiedeva il colloquio (Matteo Messina Denaro). Per tale sopravvenuto venir meno dell'interesse la Corte non si è pronunciata nel merito sul conflitto tra art. 41-bis e art. 391-bis e ha disposto che alla dichiarazione di inammissibilità non seguono provvedimenti accessori di condanna, né spese o sanzioni pecuniarie, in conformità alla costante giurisprudenza citata

Norme richiamate

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354

    Il provvedimento impugnato è fondato sulla disciplina del regime carcerario speciale 41-bis, interpretata nel senso che limita i colloqui con il detenuto a familiari o conviventi e può impedire incontri con terze persone anche a fini difensivi

  • art. 391-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come tutela del diritto di difesa e delle investigazioni difensive; il ricorso sosteneva la prevalenza di tale disposizione, ma la Corte non si è pronunciata sul conflitto normativo per sopravvenuta carenza di interesse

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Le doglianze dedotte in cassazione erano formulate come violazione di legge (lett. b) e carenza/contraddittorietà della motivazione (lett. e); la Corte ha tuttavia dichiarato l'inammissibilità senza valutare tali censure nel merito

  • art. 591, comma 1 e art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamate come norme relative alle cause di estinzione o limiti delle impugnazioni e alle sanzioni; la Corte precisa che la sopravvenuta inammissibilità per carenza di interesse non comporta le condanne accessorie previste da tali disposizioni, conformemente alla giurisprudenza citata

Massime di principio

  • La morte della persona con cui si chiedeva il colloquio determina la sopravvenuta carenza di interesse e rende inammissibile il ricorso: la Corte di Cassazione non decide sul merito se la questione è divenuta priva di oggetto
  • Il regime 41-bis limita significativamente i colloqui e può precludere incontri con persone diverse da familiari o conviventi; tali limitazioni possono entrare in tensione con le esigenze di difesa disciplinate dall'art. 391-bis c.p.p., ma il giudice di legittimità decide sul conflitto solo se il caso non è divenuto in concreto privo di interesse
  • Quando il ricorso diventa inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse non si applicano le sanzioni accessorie né l'addebito delle spese al ricorrente, secondo la giurisprudenza consolidata
  • Per contestare il rifiuto di un colloquio in regime 41-bis è utile documentare la necessità difensiva, proporre misure di sicurezza alternative e chiedere l'autorizzazione in tempi utili, poiché eventi sopravvenuti (es. la morte del terzo) possono rendere la controversia priva di esito
  • La Corte evita di pronunciarsi su questioni di principio quando il processo è ormai privo di utilità pratica; per ottenere un pronunciamento sulla compatibilità tra 41-bis e diritti difensivi occorre un caso non manifestamente divenuto in concreto inutile

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