Cassazione Penale, Sentenza n. 12/2025 del 02/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente lamentava violazione di legge perché la Corte d'appello, pur avendo escluso l'aggravante della "destrezza", aveva rideterminato la pena trattando il fatto come reato consumato senza applicare la riduzione prevista per il tentativo, mentre la sentenza di primo grado, passata in giudicato, aveva qualificato il fatto come furto tentato.
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso; ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per un nuovo giudizio esclusivamente sul punto della pena. Ha altresì dichiarato l'irrevocabilità della declaratoria di responsabilità penale dell'imputato. In sostanza è confermata la responsabilità già definita in primo grado, ma la determinazione della pena dovrà essere riesaminata tenendo conto della riduzione per il tentativo o, se necessario, con un nuovo giudizio sui criteri di diminuzione ai sensi dell'art. 56 c.p.
Norme richiamate
Norma relativa al furto aggravato per l'uso della destrezza; la Corte d'appello ha escluso questa aggravante rispetto alla qualificazione di primo grado.
Prevede la diminuzione di pena per l'ipotesi di tentativo: se il fatto è stato tentato e non consumato, va applicata la riduzione prevista da questa norma.
art. 620, lett. 1 cod. proc. pen.
Richiamata dalla sentenza come limite: non è possibile procedere alla sola ricalcolazione automatica della pena (secondo questa disposizione) quando la Corte territoriale ha effettuato una rivalutazione del fatto in termini di diversa gravità, perché ciò impone un nuovo giudizio di merito sulla misura della diminuzione ex art. 56 c.p.
Prevede la declaratoria di irrevocabilità della sentenza di condanna: la Corte ha dichiarato l'irrevocabilità della responsabilità penale già accertata.
Massime di principio
- Se la sentenza di primo grado, passata in giudicato, ha qualificato il fatto come tentativo, la riduzione di pena prevista per il tentativo (art. 56 c.p.) deve essere considerata a meno che il giudice d'appello non compia una rivalutazione del fatto che giustifichi un diverso trattamento sanzionatorio; in tal caso è necessario un nuovo giudizio limitato al trattamento della pena.
- Quando la Corte d'appello esclude un'aggravante e quindi modifica la valutazione della gravità del fatto, non è sempre possibile applicare meccanicamente una ricalcolazione della pena: se la rivalutazione incide sulla natura del fatto o sulla misura della diminuzione, è richiesto un nuovo esame di merito (non risolvibile con una mera correzione formale ai sensi dell'art. 620 c.p.p.).
- La declaratoria di responsabilità penale, una volta passata in giudicato su quel punto, può essere dichiarata irrevocabile anche se si annulla solo il trattamento sanzionatorio e si rinvia per la determinazione della pena.
- In ricorsi che deducono omissione di applicazione della diminuzione per il tentativo, il giudice di legittimità verifica sia la qualificazione giuridica definitiva del fatto sia l'eventuale necessità di un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio quando la Corte territoriale ha modificato la valutazione della gravità.
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