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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15/2025 del 02/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto che, per effetto del d.lgs. n.150/2022 (modifica dell'art.624 c.p.), il fatto contestato è divenuto procedibile a querela di parte nelle more del giudizio di secondo grado; hanno quindi sostenuto il sopravvenuto difetto della condizione di procedibilità perché la querela presa in considerazione non ricomprendeva validamente il reato di tentata sottrazione delle tegole e perché il querelante (Antonio Bavaro) non aveva titolo autonomo di custodia/gestione del bene.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i ricorsi nella parte dedotta. Ha applicato la modifica legislativa (d.lgs. n.150/2022) e il relativo regime transitorio (art.85) e ha concluso che non era stata proposta querela valida, nei termini, da persona legittimata in relazione al reato di cui al capo a). Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Manfredi e La Mantia limitatamente al reato sub a) (artt.56, 624, 625 c.p.) per difetto di querela. Ha altresì annullato la sentenza nei confronti di La Mantia limitatamente al trattamento sanzionatorio relativo al capo b) e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Palermo, altra sezione, per la rideterminazione della pena su quel capo.

Norme richiamate

  • art.624 cod. pen. (comma 3) come modificato dal d.lgs. n.150/2022

    la disposizione ha conservato il regime di procedibilità d'ufficio per i fatti aggravati ai sensi dell'art.625, n.7, cod.pen., ma con espressa esclusione di quelli commessi «su cose esposte alla pubblica fede»

    La Corte ha interpretato la modifica nel senso che il delitto di furto, per la maggior parte dei casi comuni (inclusi quelli come il tentativo di asportazione di tegole da un manufatto abbandonato), è divenuto procedibile esclusivamente a querela di parte; restano d'ufficio solo le ipotesi aggravate espressamente mantenute dal testo.

  • art.85 d.lgs. n.150/2022 (norma transitoria)

    Per i reati perseguibili a querela della persona offesa in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato

    La Corte ha applicato la norma transitoria ritenendo che per i fatti commessi prima dell'entrata in vigore la persona offesa aveva comunque un termine da quella data per proporre querela; nel caso specifico non risultava una querela valida e tempestiva relativa al reato di tentata sottrazione delle tegole.

  • art.609, comma 2 cod. proc. pen.; art.129 cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato il principio per il quale la questione della procedibilità è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento e può essere dedotta per la prima volta anche in Cassazione; pertanto l'assenza di querela può essere fatta valere oltre il giudizio di appello.

  • artt.56, 624, 625, nn.2 e 7 c.p.; art.614 c.p. (capo b)

    Gli artt. 56 (tentativo), 624 e 625 disciplinano il reato contestato; la modifica normativa ha inciso sul regime di procedibilità per le fattispecie di furto. L'art.625 n.7 continua ad individuare ipotesi aggravate che possono rimanere perseguibili d'ufficio se rientranti nelle esclusioni previste.

  • Giurisprudenza (Sez. U., Sciuscio, n.40354/2013 e altre)

    La Corte ha richiamato l'indirizzo secondo cui il bene giuridico protetto dal furto comprende anche il possesso di fatto: il possessore, anche senza titolo giuridico, può essere persona offesa e ha legittimazione a proporre querela. Tuttavia, nel caso concreto la querela prodotta non riferiva la volontà di punire in relazione al fatto di asportazione delle tegole e il querelante aveva descritto il manufatto come abbandonato, sicché non è risultata valida la condizione di procedibilità.

Massime di principio

  • Quando una fattispecie viene trasformata in procedibile a querela per intervento legislativo, il procedimento penale in corso può essere estinto per difetto di querela se non è stata validamente proposta entro i termini stabiliti dalla norma transitoria.
  • La querela deve ricollegarsi specificamente al fatto per cui si chiede la punizione e deve essere proposta da soggetto legittimato (persona offesa/possessore): la sola denuncia di fatti diversi o la mancata individuazione di un interesse tutelato non suppliscono alla mancanza della querela relativa al reato concreto.
  • La condizione di procedibilità è questione di ordine pubblico rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, quindi i difetti possono essere rilevati anche in Cassazione anche se non sollevati prima.
  • La posizione di 'persona offesa' può spettare anche al possessore di fatto, senza titolo giuridico, ma occorre che la querela dimostri in modo coerente questa titolarità rispetto al bene oggetto del reato.
  • In caso di plurimi capi di imputazione, la pronuncia di annullamento può essere limitata ad alcuni capi (senza rinvio) e, per altri profili (es. trattamento sanzionatorio), la Corte può disporre l'annullamento con rinvio per la corretta rideterminazione.

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