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Sentenza

Sentenza del 28/09/2020 n. 20426 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Notificazione di avviso di accertamento IVA per l'anno 2005 con irrogazione di sanzioni per Euro 7.664.316,29, ritenendo la societa' partecipante, in qualita' di "cartiera", a una frode carosello; impugnazione dell'avviso davanti alla C.T.P. (accoglimento), riforma da parte della C.T.R. che ha rigettato il ricorso, seguito da ricorso per cassazione del (---) fondato su quattro motivi: (i) violazione e falsa applicazione del D.L. 269/2003, art.7 sostenendo che le sanzioni si applicano solo alle societa' e persone giuridiche; (ii-iv) vizi di motivazione e mancato riscontro probatorio in ordine alla qualificazione della operazione come soggettivamente inesistente e alla partecipazione della (---) alla frode carosello, nonche' alla legittimita' della rideterminazione del reddito e dell'IVA.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato il profilo normativo: le sanzioni possono essere applicate anche alla persona fisica se le condotte sono effettivamente imputabili a quest'ultima come esclusivo autore/beneficiario delle violazioni. Sui rimanenti motivi ha dichiarato l'inammissibilita' della censura che, in realta', sollecitava una rivalutazione del materiale probatorio; la C.T.R. ha motivatamente indicato elementi di riscontro (intercettazioni telefoniche, dichiarazioni di terzi, documentazione bancaria, patteggiamenti penali) che giustificano la ricostruzione della partecipazione della societa' e del ruolo gestionale del (---). Pertanto il ricorso e' respinto e le spese di giudizio di legittimita' sono integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge n. 269 del 2003, articolo 7, conv. dalla L. n. 326 del 2003

    La norma e' stata interpretata nel senso che le sanzioni in commento, pur essendo finalizzate a colpire soggetti economici, possono essere applicate anche a persone fisiche quando le condotte illecite siano effettivamente riconducibili soggettivamente a tali persone come autori/beneficiari.

  • art. 360 c.p.c. (motivi di ricorso per cassazione)

    Richiamato nei termini della tipologia di vizio dedotto (n.3 e n.5). La Corte segnala i limiti del sindacato di legittimità rispetto alla mera riconsiderazione del materiale probatorio e al vizio motivazionale.

  • Giurisprudenza della Cassazione citata (Sez. 6-5, 18.4.2019, n. 10975)

    Richiamata a supporto del principio secondo cui le sanzioni possono colpire il soggetto che abbia effettivamente posto in essere le condotte illecite, anche se socio/amministratore o gestore di fatto.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 6-5, 28.2.2019, n. 5873)

    Richiamata in relazione ai criteri di riparto dell'onere della prova in materia fiscale.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 5, 4.8.2017, n. 19547)

    Richiamata per il principio secondo cui il giudice di merito valuta le prove, la loro attendibilita' e concludenza, e la Cassazione non puo' sostituirsi a tale valutazione salvo i vizi legalmente rilevanti.

Massime di principio

  • Le sanzioni previste dalla normativa anti-frode (es. D.L. 269/2003, art.7) possono essere addossate anche a persone fisiche (amministratori o gestori di fatto) quando le condotte illecite risultano soggettivamente riferibili loro come autori e beneficiari.
  • In sede di Cassazione e' molto difficile ottenere l'annullamento di una sentenza per mera rivalutazione delle prove: i giudici di merito hanno ampia discrezionalita' nella scelta, valutazione e apprezzamento dei mezzi di prova; la censura in Cassazione deve evidenziare vizi logico-giuridici o violazioni di legge, non semplici contrasti di valutazione fattuale.
  • Elementi come intercettazioni, dichiarazioni di terzi, analisi della documentazione bancaria e patteggiamenti penali possono costituire base probatoria solida per ritenere la partecipazione a un meccanismo di frode carosello, se raccordati e motivati dal giudice.
  • Chi impugna un avviso di accertamento per partecipazione a frode carosello dovrebbe concentrare i motivi di doglianza su errori di diritto, sul vizio di motivazione specifico e su eventuali nullita' o illegittimita' delle prove, invece di chiedere una semplice riconsiderazione del materiale probatorio.
  • La compensazione delle spese in Cassazione puo' essere disposta quando la questione presenta un recente consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale o per equita' processuale; non e' automatica.

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