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Sentenza

Sentenza del 28/09/2020 n. 58 - Comm. Trib. Prov. Biella

Autotutela e accertamento catastale in aumento della rendita - Legittimità - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la legittimità dell'atto di accertamento catastale che aveva rettificato la rendita in aumento, sostenendo che l'amministrazione non poteva ricorrere all'autotutela per incrementare valutazioni catastali consolidate e che tale intervento sarebbe stato lesivo dei suoi diritti e del principio di affidamento.

La decisione

Il giudice ha ritenuto legittimo l'esercizio del potere di autotutela da parte dell'amministrazione anche con riferimento ad atti di accertamento catastale con rettifica in aumento. Si è affermato che il DM 11.02.1997 n.37 fornisce un'elencazione non esaustiva delle ipotesi di annullamento o riforma degli atti d'ufficio e che l'accertamento catastale rientra nel perimetro applicativo della norma, poiché il potere di autotutela è funzionale al soddisfacimento dell'interesse pubblico a reperire entrate fiscali legalmente accertate. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e l'atto di rettifica in aumento è stato confermato come legittimo.

Norme richiamate

  • DM 11.02.1997 n.37

    Il decreto fornisce un'elencazione non esaustiva delle ipotesi in cui l'Amministrazione Finanziaria può o deve procedere all'annullamento o alla riforma dei propri atti; gli atti di accertamento catastale (con rettifica sia in aumento sia in diminuzione) rientrano nel perimetro applicativo della norma, in quanto l'autotutela è finalizzata al corretto reperimento delle entrate fiscali.

Massime di principio

  • Il DM 11.02.1997 n.37 ha carattere non esaustivo: l'autotutela dell'amministrazione può trovare applicazione anche in fattispecie non espressamente elencate quando sussista un interesse pubblico rilevante.
  • Gli atti di accertamento catastale, inclusi quelli che aumentano la rendita, possono essere adottati in autotutela purché motivati e nel rispetto dei limiti di legge: il fine è il corretto accertamento delle basi imponibili e il reperimento di entrate fiscali legalmente accertate.
  • L'esercizio del potere di autotutela deve comunque rispettare i principi generali del diritto amministrativo (trasparenza, motivazione, proporzionalità) e resta sindacabile dal giudice ordinario o amministrativo in caso di vizi procedurali o di eccesso di potere.
  • Il contribuente che ritenga illegittimo l'accertamento in aumento ha titolo a proporre ricorso, ma la mera affermazione dell'interesse pubblico all'incremento della rendita, se adeguatamente motivata, è compatibile con l'esercizio dell'autotutela.
  • Nelle situazioni analoghe è opportuno verificare sempre la regolarità procedurale dell'atto (motivazione, rispetto dei termini, comunicazioni agli interessati) perché solo difetti sostanziali o procedurali giustificano l'annullamento giudiziale.

Testo integrale

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