Cassazione Penale, Sentenza n. 11007/2022 del 25/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza del 15/06/2020 che confermava la condanna per rapina aggravata in concorso. Passos Soares deduce violazioni processuali relative alla testimonianza della fidanzata della persona offesa (artt. 191,195,203 c.p.p.), insufficienza di prove e vizio di qualificazione del fatto (sostiene che mancherebbe il dolo della rapina e che si sarebbe trattato di furto), omissione di valutazione dello stato di necessità/legittima difesa e doglianza sul trattamento sanzionatorio e sulle attenuanti. Da Silva contesta la ricostruzione fattuale, sostiene che l'impossessamento fosse opera del correo, invoca la legittima difesa (art. 52 c.p.) e censura l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione senza accertamento concreto della pericolosità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato la decisione di merito: la condanna per rapina aggravata è stata ritenuta corretta. I motivi dei ricorrenti sono stati qualificati come manifestamente infondati o generici. La Corte ha ritenuto provata l'immediata successione cronologica tra aggressione e sottrazione, giustificando la qualificazione come rapina e ritenendo integrabile il dolo anche come concomitante o sopravvenuto. Sono state respinte le censure relative a prova indisponibile o decisiva omessa, allo stato di necessità e alla legittima difesa. I ricorrenti sono inoltre condannati al pagamento delle spese processuali, al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile (Euro 3.510,00 liquidati).
Norme richiamate
Richiamato rispetto alla disciplina delle testimonianze; la Corte ha ritenuto che la censura sulla testimonianza non fosse specifica né dimostrasse la decisività della prova, quindi non idonea a rendere inutilizzabile il mezzo probatorio
Richiamato come norma che disciplina l'assunzione e la rilevanza delle informazioni; la Corte ha ritenuto la censura generica e non dimostrata
Riferimento alla eventuale inutilizzabilità di dichiarazioni; la Corte ha escluso l'inutilizzabilità per difetto di specificità e per assenza di prova della decisività della testimonianza
Norma sulla rapina; la Corte ha interpretato che la rapina è integrata anche quando la violenza o minaccia precedono immediatamente la sottrazione e possono giustificare la qualificazione anche in assenza di violenza ulteriormente esercitata al momento dell'apprensione
Norma sul furto; la Corte ha rigettato la richiesta di riclassificazione in furto, ritenendo provata la violenza o minaccia che hanno reso la sottrazione rapina
Scriminante dello stato di necessità; la Corte ha escluso la verifica utile perché la deduzione in appello era generica e inammissibile
Norma sulla legittima difesa; la Corte ha ritenuto non sussistente la scriminante per i ricorrenti, trattandosi di aggressione reciproca e di condotta di sottrazione posta in essere quando la vittima era già sopraffatta
Norma che consente la condanna al versamento alla Cassa delle ammende per responsabilità di chi ha prodotto ricorso manifestamente infondato; applicata dalla Corte per l'inammissibilità dei ricorsi
Massime di principio
- Se la violenza o la minaccia precedono immediatamente la sottrazione e concorrono a rendere la vittima incapace di reagire, il fatto va qualificato come rapina anche senza nuova violenza al momento dell'apprensione (rapina "in re ipsa").
- Il dolo specifico della rapina può essere ricostruito anche come dolo concomitante o sopravvenuto: non è necessario che l'impossessamento sia stato pianificato sin dall'inizio se la condotta complessiva dimostra la volontà di sopraffare la vittima.
- Per contestare l'utilizzabilità di una testimonianza o chiederne l'esclusione occorre motivare in modo specifico il vizio processuale e dimostrare la decisività della prova rispetto al ragionamento motivazionale; censure generiche sono inammissibili.
- Per far valere stato di necessità o legittima difesa è necessario un concreto e specifico esame fattuale: deduzioni generiche o ricostruzioni inconsistenti non superano il vaglio d'appello o di legittimità.
- La richiesta di riclassificazione del fatto da rapina a furto richiede prova dell'assenza della violenza o minaccia al momento dell'impossessamento; la mera separazione temporale apparente tra aggressione e sottrazione non basta se la sottrazione è conseguenza immediata della sopraffazione.
- Il giudizio sulle attenuanti e sulla misura della pena è discrzionale e difficilmente sindacabile in Cassazione se sorretto da motivazione logica e non arbitrarietà.
- Per censurare una misura di sicurezza (es. espulsione) occorre contestare concretamente la valutazione della pericolosità attuale con elementi probatori: la mera mancanza di motivazione formale non basta se la sentenza motiva sulla biografia e condotte dell'imputato.
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