Cassazione Penale, Sentenza n. 13956/2024 del 05/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Firenze contestando in particolare il rifiuto di rinviare l'udienza per legittimo impedimento del comune difensore (avv. Luciano Guidarelli), la mancata comunicazione dell'udienza al co-difensore di Visinel Mihalache nominato successivamente e, soprattutto, la mancata traduzione dell'imputato detenuto Visinel Mihalache (arresti domiciliari) per la partecipazione all'udienza, con conseguente nullità per violazione delle garanzie di partecipazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso di Visinel Mihalache fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla sua posizione, rinviando ad altra sezione della Corte d'Appello di Firenze per nuovo giudizio. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Marius Mihalache e Adel Ali Sorina, condannandoli al pagamento delle spese processuali e a una somma a titolo di sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, da liquidarsi equitativamente.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.; art. 628, commi secondo e terzo, n. 1, cod. pen.
Norme che definiscono la fattispecie penalmente rilevante oggetto del processo; la Corte d'appello aveva proceduto a riqualificazione del fatto ai sensi di tali disposizioni
art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.
Disciplina il legittimo impedimento del difensore per impegno in altro procedimento: l'impedimento è riconosciuto se il difensore lo prospetta tempestivamente, specifica le ragioni essenziali e dimostra l'assenza di altro codifensore valido o l'impossibilità di nominare un sostituto
Consente la nomina di sostituti e regola l'avvalersi di un sostituto: rilevante nel valutare se il mancato rinvio poteva essere superato con sostituzione del difensore
art. 284, comma 5, cod. proc. pen.
Equipara la restrizione agli arresti domiciliari alla custodia intramuraria in relazione all'obbligo di traduzione per la partecipazione dell'imputato alle udienze
art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Prevede la nullità di atti per violazione delle garanzie processuali; la Corte ha ritenuto che la mancata traduzione dell'imputato detenuto abbia prodotto una nullità di ordine generale
art. 181, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce i termini e le modalità per la tempestiva eccezione delle nullità in sede di impugnazione; la nullità derivante dall'assenza dell'imputato è stata eccepita tempestivamente
Consente la condanna al pagamento delle spese e l'irrogazione di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende per ricorsi ritenuti inammissibili o infondati con profili di colpa
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176; art. 94, comma 2, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150; art. 17, d.l. 22 giugno 2023, n. 75
Norme straordinarie/di coordinamento utilizzate per la trattazione scritta del procedimento; prevedono modalità di trattazione scritta applicate anche in questo giudizio
Massime di principio
- Se l'imputato è detenuto o agli arresti domiciliari e non partecipa all'udienza, il giudice deve valutare se l'assenza dipenda da legittimo impedimento e, in mancanza di un rifiuto esplicito, disporre la traduzione o rinviare d'ufficio l'udienza per garantire la partecipazione; la mancata traduzione può determinare nullità di ordine generale
- La richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore è ammissibile solo se formulata tempestivamente e motivata, indicando l'impossibilità di nominare un sostituto e la natura essenziale dell'impegno nel diverso procedimento; l'assenza di tali elementi può farla ritenere infondata
- La presenza di un altro codifensore già nominato riduce la possibilità di ottenere il rinvio per legittimo impedimento del singolo difensore, salvo che sia dimostrata l'inadeguatezza dell'altro difensore
- Le doglianze relative a nullità derivanti dalla mancata partecipazione dell'imputato devono essere sollevate tempestivamente in sede di impugnazione per essere valutate dalla Cassazione
- Ricorsi con motivazioni limitate e non specifiche (ad es. incentrati solo sul mancato rinvio del difensore senza considerare la posizione dell'imputato detenuto) rischiano l'inammissibilità e l'addebito delle spese e sanzioni
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