Ordinanza n. 612/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del Questore di Milano prot. n. -OMISSIS- dell’8 luglio 2025, notificato in data 3 novembre 2025, con il quale è stata respinta l’istanza di conversione del permesso di soggiorno per motivi di affidamento in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, con ogni atto presupposto, connesso e conseguente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per motivi di affidamento in permesso di soggiorno per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del Questore di Milano e ne ha chiesto l'annullamento, previa sospensione cautelare. L'amministrazione ha motivato il diniego con la mancata conclusione del percorso formativo o educativo dell'interessato e con l'assenza di un positivo parere dell'autorità competente ai sensi dell'art. 32 del d.lgs. n. 286/1998. La difesa del cittadino straniero non ha contestato le circostanze di fatto poste dall'amministrazione a fondamento dell'atto, ma ha sostenuto una diversa ricostruzione dell'istituto dell'affidamento. Il giudice ha ritenuto che tale ricostruzione non superasse la verifica dei presupposti formali richiesti per la conversione e che, ai fini della corretta integrazione sociale del minore, non fossero sufficienti il solo svolgimento di attività lavorativa e l'assenza di pregiudizi penali.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo prima facie legittimo il diniego impugnato. In particolare, ha valorizzato la mancata conclusione del percorso formativo o educativo e l'assenza del positivo parere dell'autorità competente previsto dall'art. 32 del d.lgs. n. 286/1998; inoltre, ha osservato che i fatti posti dall'amministrazione non erano stati specificamente contestati. Non è stata quindi ravvisata una ragionevole probabilità di accoglimento del ricorso tale da integrare il fumus boni iuris, con conseguente mancata concessione della sospensione dell'efficacia dell'atto. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
La tutela cautelare è stata negata poiché il provvedimento impugnato è apparso prima facie legittimo e non sono risultati sussistenti i presupposti per la sospensione.
L'assenza del positivo parere dell'autorità competente è stata considerata indicativa della mancata conclusione del percorso formativo o educativo e del mancato perfezionamento dei presupposti formali per la conversione del permesso di soggiorno.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.
Massime di principio
- Ai fini della conversione del permesso di soggiorno rilasciato per motivi di affidamento in un permesso per lavoro subordinato, la mera disponibilità o lo svolgimento di un'attività lavorativa e l'assenza di precedenti penali non sono sufficienti quando non risulti concluso il percorso formativo o educativo richiesto dalla disciplina applicabile.
- L'assenza del positivo parere dell'autorità competente previsto dall'art. 32 del d.lgs. n. 286/1998 può fondare, unitamente alla mancata conclusione del percorso formativo o educativo, il diniego della conversione del titolo di soggiorno.
- In sede cautelare, la mancata contestazione delle circostanze di fatto poste dall'amministrazione a fondamento del provvedimento indebolisce il fumus boni iuris; una diversa ricostruzione giuridica dell'istituto non è sufficiente a elidere la verifica dei presupposti formali richiesti per il rilascio o la conversione del titolo.
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