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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12352/2026 del 02/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva confermato condanne per fatti tra cui associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), plurime intestazioni fittizie (art. 512-bis c.p.), estorsioni (art. 629 c.p.), reati connessi a armi e false fatturazioni/reati tributari. Le contestazioni principali riguardavano: 1) vizi di competenza territoriale (eccezione rilevata dai difensori); 2) carenza o illogicità della motivazione in ordine alla partecipazione individuale ai reati associativi e ai reati-fine; 3) travisamento o inaffidabilità delle intercettazioni e delle dichiarazioni di collaboratori; 4) mancata prova del dolo specifico o della conoscenza delle aggravanti (in particolare l'aggravante prevista dall'art. 416-bis.1 c.p., relativa all'agevolazione mafiosa e agli effetti del reimpiego dei proventi illeciti); 5) errori nella valutazione della responsabilità per reati connessi alle armi, alla ricettazione e alla ricostruzione degli incontri estorsivi; 6) censure sul trattamento sanzionatorio, sulle attenuanti generiche e sul calcolo della prescrizione; 7) richieste di acquisizione di prove tecniche (es. perizie di trascrizione) e loro eventuale tardività.

La decisione

La Corte di Cassazione ha pronunciato esiti misti: - in larga parte ha rigettato i ricorsi e confermato le condanne: i principali ricorsi (es. Cordua, Caforio, Muto, Procopio, Sarcone Grande e altri) sono stati respinti e le condanne confermate; - alcuni ricorsi sono stati dichiarati inammissibili (es. ricorsi di Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello su questioni territoriali) o sono stati dichiarati inammissibili altri specifici ricorsi; - su punti particolari la Cassazione ha accolto o parzialmente accolto ricorsi e disposto rinvii per nuovo giudizio: ad esempio sono stati annullati con rinvio alcuni profili relativi a specifici imputati (tra cui, limitatamente a questioni indicate, ricorso accolto per motivi di rinnovazione istruttoria o su specifiche aggravanti: Giuseppe Lazzarini, Giuseppe Salerno, Pier Roberto Manico, Errico Rosario Lopez e altri per singoli punti), ovvero annullamenti parziali per carenze motivazionali (es. annullamento e rinvio su capi relativi a detenzione/porto/ricettazione armi per Giuseppe Frijio). - la Corte ha altresì dichiarato l'estinzione per prescrizione di alcuni reati contestati a taluni imputati (ad es. capo 3 per alcuni Sarcone e per Sestito la falsità/prescrizione), con conseguente esclusione delle pene e delle statuizioni civili relative a quei capi. - su altri profili (confische, quantificazione di pene e aggravanti) la Cassazione ha disposto rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bologna per nuovo esame. - Sono state imposte condanne per spese processuali e liquidazioni in favore delle parti civili; inoltre più ricorrenti sono stati condannati alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili. In sintesi: molte conferme di responsabilità e condanne; su questioni tecniche (prescrizione, specifiche aggravanti, singole imputazioni di armi o ricettazione, questioni probatorie puntuali) la Cassazione ha parzialmente annullato con rinvio o ha dichiarato estinta la fattispecie per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La Corte conferma che il reato di associazione mafiosa si accerta con valutazione globale degli elementi (comportamenti, ruoli, metodo mafioso, stabilità e messa a disposizione). Il ruolo apicale (promotore, organizzatore, dirigente) può emergere anche da contributi stabili e da funzioni direttive non necessariamente coincidenti con il solo vertice formale

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (aggravante)

    L'aggravante che qualifica i reati come commessi in funzione di agevolazione dell'associazione mafiosa può avere carattere anche oggettivo: si applica se l'associazione ha reinvestito proventi delittuosi in attività economiche idonee a incidere sul mercato e se il singolo era a conoscenza o l'ha ignorata per colpa. La Corte ha richiesto motivazione concreta sull'elemento soggettivo quando contestato.

  • art. 512-bis cod. pen.

    Il trasferimento fraudolento di valori (intestazione fittizia) comprende ogni atto idoneo a creare una titolarità apparente e può essere autonomamente rilevante anche se le risorse non provengono necessariamente da reato; rileva il dolo specifico di eludere misure di prevenzione o di agevolare reati patrimoniali, ricostruibile anche da un quadro indiziario unitario

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    La scelta del rito abbreviato preclude la discussione sulla incompetenza per territorio; pertanto l'eccezione territoriale proposta dopo la scelta dell'abbreviato è inammissibile

  • art. 603 cod. proc. pen.

    La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria (e acquisizione di nuove prove tecniche) può essere presentata con i motivi nuovi di appello; la Corte ha richiamato i limiti di tempestività e pertinenza ma ha valutato caso per caso la necessità di acquisizione

  • art. 629 e art. 628 cod. pen.

    Per l'estorsione e le qualifiche associative aggravate occorre valutare il metodo mafioso e l'elemento psicologico: la minaccia che provenga o sia ricondotta a persona appartenente ad associazione mafiosa integra l'aggravante. La distinzione tra estorsione e esercizio arbitrario delle proprie ragioni dipende dall'elemento intenzionale

  • art. 81 cod. pen. (continuazione)

    La Corte ha richiamato limiti e criteri per l'applicazione della continuazione e ha analizzato se reati precedenti potessero essere collegati per beneficio; la valutazione richiede motivazione specifica (es. assorbimento per condotte pregresse e per la personalità del reo)

  • art. 12-bis, d.lgs. n. 74/2000

    Principio secondo cui la confisca per equivalente può colpire il profitto di reato; la Corte ha confermato l'ammissibilità della misura quando il profitto è dimostrabile e proporzionato, richiedendo però adeguata motivazione sul calcolo del profitto e sull'effettiva percezione

Massime di principio

  • 1) Rito abbreviato e competenza: la scelta del giudizio abbreviato limita fortemente le eccezioni sulle questioni di competenza territoriale (art. 438, comma 6-bis); eccezioni tardive su questo tema sono inammissibili.
  • 2) Prova dell'appartenenza mafiosa: l'accertamento dell'associazione mafiosa si fonda su una valutazione globale, integrando elementi dichiarativi (collaboratori) e indiziari (intercettazioni, gestione economica, metodo mafioso); il giudice deve motivare compiutamente la ricostruzione unitaria.
  • 3) Aggravanti per agevolazione e armamento: l'aggravante dell'agevolazione mafiosa può avere valenza oggettiva ma la Corte richiede motivazione sul profilo soggettivo (conoscenza/colpa) quando contestato; l'aggravante 'armata' richiede prova che la disponibilità di armi fosse conosciuta o prevedibile dal singolo.
  • 4) Intestazioni fittizie e 512-bis: per il reato di trasferimento fraudolento di valori non è indispensabile la prova che le risorse provengano da reato; conta l'intento di eludere misure di prevenzione o di agevolare condotte illecite e la valutazione può fondarsi su elementi indiziari complessivi.
  • 5) Uso di intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori: sono mezzi di prova validi se valutati criticamente e in correlazione con riscontri oggettivi; il loro travisamento deve essere provato in modo decisivo per ottenere l'annullamento in Cassazione.
  • 6) Questioni sulle armi e ricettazione: occorre specificare il momento e il contributo causale del singolo (porto, detenzione, occultamento, ricettazione) per sostenere la responsabilità; la coabitazione non basta da sola per il concorso in detenzione, serve disponibilità materiale o condotte attive.
  • 7) Rinnovazione istruttoria e perizie: istanze di acquisizione di prove tecniche con i motivi nuovi sono ammissibili ma vanno motivate per tempestività e pertinenza; la Corte d'appello deve dare risposta specifica alle richieste rilevanti.
  • 8) Prescrizione e reato continuato: il calcolo della prescrizione nelle fattispecie a condotta plurima richiede individuare il momento della consumazione dell'ultima azione rilevante; aggravanti che aumentano pena incidono sulla durata della prescrizione e su eventuali sospensioni/interruzioni.
  • 9) Penalità e attenuanti: il diniego delle attenuanti generiche richiede motivazione sui parametri dell'art. 133 c.p.; il giudice del merito ha ampia discrezionalità ma deve esplicitare le ragioni principali del rifiuto.
  • 10) Orientamento pratico per difesa: in vicende complesse di criminalità organizzata conviene contestare puntualmente la motivazione (non solo chiedere riesame dei fatti), proporre perizie tecniche tempestive (es. trascrizioni/intercettazioni) e sollevare con precisione questioni di dolo/colpa per le aggravanti.

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