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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23836/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Ancona aveva confermato la condanna dell'imputato per furto pluriaggravato di un'autovettura, sottratta a Castelraimondo l'11 novembre 2020 mentre era parcheggiata sulla pubblica via, con portiere aperte e chiavi inserite nel cruscotto. Il ricorrente ha impugnato la sentenza deducendo: 1) violazione dell'art. 625, primo comma, n. 7, c.p., sostenendo che l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede richiede una necessità concreta e non configurabile quando il bene sia stato lasciato incustodito per mera trascuratezza; 2) vizio di motivazione apparente o carente, perché la Corte territoriale avrebbe applicato l'aggravante con un mero richiamo a precedenti, senza un autonomo esame delle censure difensive sulla nozione di necessità e sulle modalità del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso e lo ha rigettato, confermando la condanna per furto pluriaggravato. Ha affermato che, nel furto di un'autovettura lasciata in sosta su pubblica via o in luogo accessibile al pubblico, l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede sussiste anche se il veicolo è stato lasciato con portiere aperte e chiavi inserite, poiché per tali beni la temporanea interruzione del controllo del proprietario è connaturata alla loro ordinaria utilizzazione. È stata quindi disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    indica la base del delitto di furto oggetto di conferma in appello e in cassazione.

  • art. 625, primo comma, n. 7, c.p.

    l'aggravante dell'esposizione o destinazione del bene alla pubblica fede sussiste per l'autovettura parcheggiata sulla pubblica via anche se lasciata con portiere aperte e chiavi inserite, perché la necessità rilevante è connaturata alla struttura e all'uso del bene.

  • art. 99, quarto comma, c.p.

    richiamato come ulteriore aggravamento contestato e confermato nella sentenza impugnata.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato per la sintesi dei motivi di ricorso nei limiti strettamente necessari alla motivazione.

Massime di principio

  • Nel furto di un'autovettura lasciata in sosta su pubblica via o in luogo accessibile al pubblico, l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede è configurabile anche quando il veicolo sia stato lasciato non chiuso o con le chiavi inserite, poiché l'auto è un bene strutturalmente destinato a soste in luoghi aperti e non consente un controllo continuo da parte del proprietario.
  • Ai fini dell'art. 625, primo comma, n. 7, c.p., la nozione di "necessità" non va intesa come assoluta impossibilità di adottare cautele ulteriori, ma come oggettiva impossibilità di una custodia diretta e continua del bene; per gli autoveicoli tale esigenza è fisiologica e non dipende dalla maggiore o minore prudenza del possessore.
  • Il criterio della mera comodità o trascuratezza del proprietario, rilevante per oggetti agevolmente portabili, non è estensibile automaticamente all'autovettura, la cui esposizione alla pubblica fede deriva dalla natura stessa del bene e dalla sua ordinaria utilizzazione.
  • La motivazione della sentenza di merito è sufficiente quando, in presenza di un orientamento di legittimità consolidato e pertinente, faccia applicazione del principio di diritto rilevante al caso concreto, senza necessità di un autonomo approfondimento di censure che risultino superate dal quadro giurisprudenziale richiamato.

Come è indicizzato

MaterieFurto
RamiDelitti contro il patrimonio

Testo integrale

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